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  04/03/2009 - PARLA TOTTI

"Balotelli non sa cos'è l'educazione.."

Il dolore al ginocchio domenica forse è arrivato proprio al momento giu­sto. Non mi ha permesso di giocare contro l’Inter e questo per certi aspet­ti è stato un bene per come è andata la partita. Gli errori arbitrali nel calcio ci stanno, ci possono stare e ci saran­no sempre. Capisco il rammarico di Daniele, perchè ci sono passato io ne­gli anni scorsi. Il mio augurio più sin­cero è che lui possa vincere lo scudetto con la Roma, perché anche uno solo per noi romani rappresenta qualcosa di molto importante, per le sofferenze e le gioie che si provano con questo trofeo.

CODICE DEL CAMPO - Tante volte ho parlato di situa­zioni che poi si sono verificate nel cor­so del tempo, sono stato deferito, e an­che accusato di essere il solito roma­no piagnone. Basta andare a rivedere l’ultima intervista fatta dopo la parti­ta con l’Inter dello scorso campionato a San Siro. Tutti ricorderanno come andò a finire. Non voglio commentare le decisioni arbitrali, né il comportamento di diri­genti e allenatori perché io sono un calciatore e voglio riferirmi solo ai miei colleghi. Noi calciatori in campo abbiamo un codice comportamentale, ce le possiamo dare di santa ragione, ma dobbiamo sempre avere rispetto dei tifosi avversari. In passato posso aver commesso tanti errori, sia nei confronti di avversari e anche di qual­che tifoseria avversaria, ma ho sem­pre pagato e riconosciuto di aver sba­gliato in prima persona. Non si può tollerare che un calciatore giovane co­me Balotelli, che ha grandissime qua­lità tecniche, fisiche e atletiche, debba tenere un comportamento così brutto nei confronti di compagni di squadra, avversari e tifosi. Ricordo che nella fi­nale di Supercoppa, mentre si accin­geva a battere un calcio d’angolo, l’ho sentito pronunciare la frase «romani di m...». Può capitare un momento di rabbia, ma offese come questa non si dovrebbero ripetere. Invece si sono puntualmente ripetute domenica, con l’aggiunta della linguaccia ai miei compagni che si sono risentiti e pren­devano le difese dei 2500 tifosi che so­no stati derisi. Non sono e non voglio essere nello spogliatoio dell’Inter, ma credo che neanche lì Balotelli abbia i comporta­menti giusti. Magari stando a contatto con grandi uomini come Materazzi e Gattuso, se un giorno lo incontrerà in Nazionale, potrà imparare tante cose, soprattutto come ci si comporta. In campo fanno della grinta e della forza la loro arma migliore, ma sono sem­pre stati corretti in tutte le situazioni.

ALTRI TEMPI - Mi ha dato fastidio vedere Balotelli avere un comportamento irriguardo­so con Panucci. Magari se Christian gli fa vedere tutti i trofei che ha vinto in carriera, Balotelli si potrebbe fare una foto ricordo... Personalmente posso anche risulta­re antipatico con certi atteggiamenti, ma mi sono sempre attenuto a queste regole di vita importanti. Ricordo che quando mi sono infortunato nel 2006 mi sono arrivate tantissime telefonate, anche da avversari con i quali avevo avuto grandissimi scontri in campo. Uno per tutti Stankovic, il quale mi ha testimoniato la sua vicinanza durante il mio infortunio. Queste sono cose che non posso dimenticare. Se io a dician­nove anni avessi avuto lo stesso atteg­giamento di Balotelli, i miei compagni di squadra di allora, Cervone e Gian­nini, mi avrebbero preso a calci. Maz­zone mi avrebbe dato due schiaffi e a casa avrei preso il resto dai miei geni­tori. Probabilmente oggi è un altro calcio, e c’è un’altra maniera di educa­re i giovani. Spesso sento parlare di convegni contro la violenza negli stadi e di esempi da dare ai giovani. Come ci si può sentire se sui campi minori i ra­gazzini hanno lo stesso comportamen­to di Balotelli? Non si tratta di perso­nalità e non si può tollerare che si di­ca che lui è fatto così.

BASTA LUOGHI COMUNI - Sento che tra poco anche a Daniele verrà affibbiata la nomina di romano piagnone. Basta, veramente basta con questi luoghi co­muni. A cominciare dall’interno di Trigoria, per finire fuori, chi ama Ro­ma la deve amare incondizionatamen­te e chi ha qualcosa da ridire sui nostri atteggiamenti lo deve manifestare pubblicamente e non nascondersi in qualche segreta stanza. Noi che abbia­mo fatto questa scelta di vita, di na­scere e morire calcisticamente con la stessa maglia, sentiamo il dovere di tutelare i nostri tifosi, che credo siano per numero di abbonati tra i primi in Italia e tra i più numerosi sia in casa che in trasferta. Roma è un patrimo­nio immenso per storia, cultura e tra­dizione e anche i sostenitori della Ro­ma devono avere il rispetto che meri­tano. E ora penso solo a recuperare per tornare in campo. Ho eseguito i con­trolli del caso al ginocchio, non si è mai gonfiato, ma ho solo avvertito do­lore nella parte esterna anteriore. Sia lo staff medico della Roma che la pro­fessoressa Giannini hanno escluso qualsiasi tipo di problema. Devo solo aspettare che passi il dolore per rien­trare a pieno regime ad allenarmi con i compagni. Farò di tutto per farmi trovare pronto sia per l’Udinese che per l’Arsenal. Abbiamo ritrovato il gioco che ci ha sempre contraddistin­ti durante questi anni e questo mi fa stare più tranquillo per il raggiungi­mento dei nostri obiettivi.

Francesco Totti - Corrieredellosport.it