"La A vuole Beretta presidente"
Maurizio Beretta, ex direttore generale della Confindustria, sarà il candidato della serie A per la presidenza della Lega. «Erano presenti diciannove club su venti e tutti hanno candidato Beretta», ha spiegato Adriano Galliani alla fine di una riunione che si è svolta a Milano in un albergo nei pressi della stazione. In quel vertice Beretta si è sostanzialmente presentato al mondo del calcio ricevendo una investitura abbastanza scontata visto che il nome dell'ex direttore generale circola ormai da mesi.
CORSA A OSTACOLI - Alla fine della riunione Beretta si è limitato a ringraziare e a sottolineare che «il calcio è una bandiera del made in Italy». La corsa verso la presidenza dell'ex direttore generale di Confindustria non è, però, in discesa. Cosa che i presidenti di A hanno sottolineato nel corso del vertice prospettando anche una «soluzione di riserva»: nel caso non si riuscisse a giungere all'elezione del presidente e la Lega venisse commissariata, a Beretta verrebbe proposto un rapporto di consulenza per raggiungere tre obiettivi: una rapida approvazione della legge sugli stadi; una nuova «più equa fiscalità» (il riferimento più diretto è all'Irap) e la partecipazione in qualche misura a quei quattro, cinque miliardi di scommesse che i club mettono in moto attraverso i loro «marchi» senza, però, ottenere congrue gratificazioni economiche.
ELEZIONE COMPLESSA - Beretta dovrà superare molti ostacoli. In primo luogo, la A e la B dovranno trovare una intesa sul regolamento. Galliani ieri ha fatto capire che alla fine si voterà sulle due proposte. Ma se così fosse, non si arriverebbe a una solzuione perché né gli uni né gli altri hanno la maggioranza richiesta. Una volta raggiunto l'accordo sul regolamento, bisognerà votare sul candidato e Beretta per essere eletto dovrà ottenere il voto di venti società di A e di quattro di B e su questo fronte non vi sono certezze. Anzi il fatto che ieri mancasse un club della massima serie (il Lecce) lascia presumere che al momento i voti sicuri siano diciannove, con la conseguenza che le società da convincere in B diventano sei. E al momento la B non appare intenzionata a votare il candidato proposto ieri. Per giunta non è detto che la maggioranza di diciannove voti di serie A poi regga nel segreto dell'urna. Insidie non di poco conto visto che Antonio Matarrese, presidente uscente, appare intenzionato a dare battaglia. E lo ha confermato anche ieri con dichiarazioni indirettamente polemiche sul modo in cui è stato proposto il candidato alternativo: «Io parlo nelle sedi istituzionali. Per quanto mi riguarda ho presentato un programma e un consuntivo e nessuna società lo ha contestato». Gli ambienti vicini al presidente uscente negano la compattezza del fronte e parlano di diverse società di A poco entusiaste del candidato alternativo, nonostante l'investitura «oceanica». Per giunta, la questione del commissariamento in assenza di un nuovo presidente, non sarebbe così scontata perché la legittimità legale della scelta potrebbe essere oggetto di contestazione. Infatti, pur in presenza di organi non rinnovati, la Lega continua tranquillamente a lavorare.
FONTE: Antonio Maglie - Gazzetta.it
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