Nasce la Premier all'italiana
Nel 2010-2011 il primo campionato targato 'premier all'italiana'. La serie A molla la B e dà mandato a Maurizio Beretta, ex direttore generale di Confindustria, di perfezionare il divorzio e la creazione di una lega della massima serie. La scelta è stata adottata ieri, da diciannove società su venti (si è defilata soltanto il Lecce). Adriano Galliani e gli altri presidenti che si riuniscono a Milano si sono dati un anno per partorire la nuova creatura. Sarà, però, un parto doloroso perché, come in tutti i divorzi, sono da mettere in conto risvolti legali e questioni relative alla divisione dei beni, a cominciare dal palazzo di via Rosellini a Milano, al momento 'tetto' comune di A e B.
PAROLA AD ABETE - L'iter del divorzio sarà lungo e anche piuttosto contorto. Il prossimo passaggio è previsto per la prossima settimana, precisamente martedì quando a Roma si riunirà il Consiglio federale sotto la presidenza di Giancarlo Abete. L'organismo di governo del calcio a questo punto prenderà atto della rottura avvenuta in Lega a Milano (i presidenti di A si sarebbero irrigiditi davanti a un emendamento presentato dalla B nel quale si chiedeva la revisione delle linee-guida sulla base delle quali l'advisor Infront venderà i diritti Tv). Conseguenza: gli organismi milanesi (presidenti e consiglio direttivo) verranno dichiarati decaduti e al presidente del collegio dei revisori di Milano (Simonelli) verrà affidato il compito di guidare la struttura per un periodo brevissimo. Il presidente del collegio dei revisori, infatti, nel giro di una decina di giorni dovrà provvedere a convocare una nuova assemblea elettiva che dovrà svolgersi entro i sette giorni successivi. In pratica, i club potrebbero tornare a riunirsi a Milano il 22 maggio o giù di lì. Ma difficilmente la spaccatura verrà ricomposta e Abete a quel punto non potrà fare altro che nominare un commissario.
A BERETTA TUTTO IL POTERE - Toccherà all'ex direttore generale di Confindustria costruire la nuova Lega. In questa operazione verrà accompagnato da un pool (già costituito) di avvocati, Probabilmente farà anche un viaggio in Inghilterra per vedere come funziona la Premier sulle rive del Tamigi. Ma dovrà anche allacciare rapporti con la Federazione (la nuova Lega di A non è intenzionata a uscire dalla Figc) e con il Coni. Per i diciannove club questa decisione «va letta e interpretata quale normale evoluzione verso più moderne linee del calcio professionistico». Ciò non toglie che la serie B si prepara a una durissima battaglia.
FONTE: Antonio Maglie - Corrieredellosport.it
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