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  30/05/2009 - QUI' ROMA

Contatti con Mediobanca

La risposta. Della famiglia Sen­si. Ventiquattro ore dopo l’incontro con Unicredit che, pur se con cortesia, aveva fatto presente esigenze che si possono riassumere così: ridateci i soldi (280 mi­lioni) oppure vendete la Roma, altrimen­ti subentriamo noi. Bene, il giorno dopo l’ultimatum, il giorno in cui il titolo giallo­rosso è di nuovo schizzato verso l’alto, Italpetroli, quindi la famiglia Sensi, ha co­municato la sua contromossa. Facendo sa­pere al mondo che la partita, almeno nei loro auspici, non sarebbe conclusa.

LA CHIAVE - Man­ca poco al novantesimo, il risultato non è favorevole, ma la famiglia ha messo in piedi una ripartenza, tanto per rimanere nell’ambito del linguaggio calcistico. L’­ha affidata a un comunicato dato alle stampe dopo la chiusura della Borsa, fir­mato da Italpetroli controllante della Ro­ma: «... in merito all’incontro avvenuto tra i rappresentanti di Unicredit e quelli di compagnia Italpetroli, si precisa che que­sti ultimi, in tale incontro, hanno informa­to Unicredit di avere avviato dei contatti con Mediobanca e hanno comunicato l’in­tenzione di compagnia Italpetroli di avvalersi della stessa per studiare le migliori modalità per gestire l’attuale situazio­ne debitoria nei confronti del ceto bancario» . La parola chiave è soprattutto una: Medioban­ca, cioè Cesare Geronzi (e non solo: nel Cda, giusto per fare un nome, siede anche Marina Berlusconi, figlia del presidente del Consiglio), cioè la banca d’affari numero uno italiana.
La risposta. Della famiglia Sen­si. Ventiquattro ore dopo l’incontro con Unicredit che, pur se con cortesia, aveva fatto presente esigenze che si possono riassumere così: ridateci i soldi (280 mi­lioni) oppure vendete la Roma, altrimen­ti subentriamo noi. Bene, il giorno dopo l’ultimatum, il giorno in cui il titolo giallo­rosso è di nuovo schizzato verso l’alto, Italpetroli, quindi la famiglia Sensi, ha co­municato la sua contromossa. Facendo sa­pere al mondo che la partita, almeno nei loro auspici, non sarebbe conclusa.

LA CHIAVE - Man­ca poco al novantesimo, il risultato non è favorevole, ma la famiglia ha messo in piedi una ripartenza, tanto per rimanere nell’ambito del linguaggio calcistico. L’­ha affidata a un comunicato dato alle stampe dopo la chiusura della Borsa, fir­mato da Italpetroli controllante della Ro­ma: «... in merito all’incontro avvenuto tra i rappresentanti di Unicredit e quelli di compagnia Italpetroli, si precisa che que­sti ultimi, in tale incontro, hanno informa­to Unicredit di avere avviato dei contatti con Mediobanca e hanno comunicato l’in­tenzione di compagnia Italpetroli di avvalersi della stessa per studiare le migliori modalità per gestire l’attuale situazio­ne debitoria nei confronti del ceto bancario» . La parola chiave è soprattutto una: Medioban­ca, cioè Cesare Geronzi (e non solo: nel Cda, giusto per fare un nome, siede anche Marina Berlusconi, figlia del presidente del Consiglio), cioè la banca d’affari numero uno italiana.


FONTE: Corrieredellosport.it