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  31/05/2009 - SERIE A: INTER-ATALANTA 4-3

Ibrahimovic capocannoniere della serie A

Missione compiuta. L'Inter giocava per Ibra capocannoniere, e lo svedese conquista il "titulo" con una doppietta. Titulo che, come ha più volte sottolineato Mourinho, va considerato come traguardo di tutta la squadra. E il tutto è avvenuto nel corso di una gara spettacolare, onorata da un'Atalanta bella e combattiva, trascinata dal solito Doni. Insomma nel giorno della festa-scudetto sobria, del ricordo dei tre operai morti in Sardegna alla Saras dei Moratti, la vera festa avviene sul campo, giocando a calcio.


l'altro protagonista — E' l'altro grande protagonista della giornata, però, a salire per primo alla ribalta. Luis Figo incassa infatti - prima della gara - gli applausi dei compagni e dei tifosi, nonché la fascia di capitano che Zanetti gli lascia vincendo la sua resistenza.

Poi, iniziata la gara, è lui a propiziare il primo vantaggio interista al 6', andando sul fondo alla sua maniera e inventando un pericoloso traversone che il portiere atalantino può solo respingere, offrendo a Muntari l'assist per l'1-0. E' il momento dei "fuori quota", però, e l'Inter dimentica che anche dall'altra parte ce n'è uno pericoloso, un certo Cristiano Doni: se ne dimentica in particolare al 10' in occasione di un corner, che il trequartista schiaccia sul secondo palo indisturbato. A quel punto la gara si fa ancora più divertente, con l'Inter decisa a far segnare il suo ariete e l'Atalanta che rifiuta il ruolo di comparsa. Ibra va in gol 2 minuti dopo grazie a un grande lancio di Cambiasso, che lo manda a concludere a tu per tu con Consigli, e stacca di una lunghezza i due rivali. Un vantaggio che la squadra di Mou vuole rinforzare, finendo così per scoprirsi più del dovuto: l'Atalanta crea un paio di brividi e poi trova il secondo pari con un gran tiro da fuori di Cigarini al 25', che "va sul rimbalzo" riprendendo una respinta di Zanetti. E poi si va avanti così, giocando a viso aperto e anche con qualche errore di fine stagione, fino a quando, a fine tempo, Mourinho regala a Figo la sostituzione (entra Santon) con standing ovation del pubblico e abbracci di compagni e avversari, nonché di Mourinho stesso.


la ripresa — Si riparte a buon ritmo, con l'Inter che cerca Ibra e un'Atalanta che però resta sempre orgogliosa. Al punto che sono i bergamaschi, stavolta ad andare in vantaggio con il solito Cristiano Doni. Così la partita diventa ancora più aperta e divertente.


L'Inter si riversa in avanti e va anche in gol con un'acrobazia di Muntari, pescato però in fuorigioco; l'Atalanta risponde con Padoin, che prima si mangia un gol da pochi passi, poi si esibisce in un gran tiro dalla distanza che finisce sulla traversa. Mou comincia a innervosirsi: d'accordo la festa sobria, ma una sconfitta non può starci. Vengono giocate le carte Maicon e Crespo, con il secondo che si presenta subito con un colpo di testa sulla traversa a pareggiare questo conto. Ma bisogna metterla dentro, e ancora una volta ci pensa Cambiasso, uomo tra l'altro di gol pesanti: è lui è trovarsi al posto giusto al momento giusto per mettere dentro una respinta del portiere. E' la svolta: tempo 60 secondi e Ibra è di nuovo in area, a trasformare un rimpallo in un tacco splendido e angolatissimo, che vale il nuovo vantaggio e il titolo di capocannoniere.