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  18/06/2009 - LO ANNUNCIA GALLIANI

Milan, salta l'acquisto di Cissokho

Salta l'affare Cissokho. Ad annunciarlo è l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani: «Purtroppo la richiesta del Porto per il prestito è troppo elevata. Il trasferimento di Aly Cissokho è saltato». Queste le parole dell'ad rossonero. In seguito alle visite mediche di ieri, che avevano riscontrato un problema odontoiatrico con ripercussioni sulla postura e possibili conseguenze di natura ossea e muscolare, la società di via Turati ha chiesto al Porto il prestito del giocatore (per il quale era stata raggiunta prima una intesa per l'acquisto a quindici milioni di euro), ma la richiesta economica della società portoghese, ancora top secret, è stata giudicata troppo elevata dal Milan.

SU DZEKO, CISSOKHO E AMBROSINI - «Dzeko a noi interessa molto e il Wolfsburg lo sa. C'è qualche spiraglio». Per una trattativa che si avvia a saltare, quella per Aly Cissokho con il Porto, ce n'è una invece in casa Milan che si sta aprendo. La società tedesca, infatti, non considera più Edin Dzeko incedibile e l'attaccante è pronto a trasferirsi in rossonero. È lui l'obiettivo dichiarato di Adriano Galliani, ancora a caccia di un centravanti e a questo punto, probabilmente, anche di un esterno da consegnare a Leonardo visto che l'affare Cissokho è quasi sfumato. «Le visite mediche hanno evidenziato dei problemi ai denti cui sono legati guai muscolari che ha e che potrebbero peggiorare - ha spiegato ancora una volta l'ad del Milan a Sky - Così abbiamo proposto al Porto di prenderlo in prestito con diritto di riscatto. Lo teniamo qui un anno, lo curiamo, e poi vediamo. Il Porto ha accettato l'idea e anche il fatto che il costo finale dell'operazione sia lo stesso di quello che avevamo già concordato (15 milioni di euro, n.d.r.). Ma al momento c'è troppa differenza tra noi e loro per quanto deve essere il costo del prestito e poi il riscatto. Quindi, è più no...». Capitolo Massimo Ambrosini. «Stiamo discutendo il rinnovo, calma. Troveremo delle soluzioni nell'interesse dei giocatori, che chiedono tanti soldi, e delle società», ha concluso Galliani.