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  08/07/2009 - PARLA ANCELOTTI

"Deco e Carvalho restano"

Carlo Ancelotti respinge l'assalto di Mourinho. E, dopo aver punzecchiato il tecnico nel giorno della presentazione, blocca i sogni di mercato dello Special One. «Deco e Carvalho all'Inter? È un discorso chiuso, restano al Chelsea». E non fa restare tranquilli neanche i tifosi del Milan: «Pirlo? Il mercato è lungo». L'ex allenatore rossonero ha concesso una lunga intervista a Sky "Speciale Calciomercato" in onda alle 23 su Sky Sport 1. Ecco il testo integrale dell'intervista

Sei pronto a tradire il tortellino e la coppa con il fish and chips?
Io sono abituato a tutto. Ho sempre detto che sono uno da bosco e da riviera. E quindi, da questo punto di vista, non ho nessun problema.

E’ vero che David Beckham ti ha mandato un sms?
Sì, mi ha mandato un messaggio facendomi i complimenti per il mio inglese. Gli ho risposto che per fortuna, andando via dal Milan, ho trovato dei buoni insegnanti.

Al contrario di quello che era Beckham…
Sì, al contrario di quello che era lui.

Quanti autografi hai già firmato?
Pochissimi, a dire la verità. Uno solo ma su una maglia del Milan, non del Chelsea.

Do you know ‘Special One’?
Io non lo conosco, conosco Mourinho ed era quello il senso della mia frase, nel senso che conosco un grande allenatore che si chiama Mourinho e che ha fatto ottime cose al Chelsea. Di lui qui hanno un ottimo ricordo perché ha portato i blues ad alti livelli e sta facendo altrettanto bene all’Inter.

Sei pronto a diventare uno ‘Special One’ o resterai l’Ancelotti di sempre?
Voglio essere me stesso perché sono più a mio agio così, anche se qui al Chelsea c’è una cultura diversa, si parla una lingua diversa. Non sarà semplice inizialmente ma ho trovato delle persone che mi vogliono aiutare e sono sicuro che mi troverò benissimo.

Hai paura che vengano fatti paragoni con chi si è seduto prima di te su questa panchina?
No, è normale che la stampa e l’opinione pubblica facciano dei paragoni ma poi uno viene valutato per quello che fa, non per quello che ha fatto in più o in meno rispetto ad un altro. Se farò bene, spero di essere ricordato anch’io come qualcuno che ha fatto qualcosa di buono.

Perché questo era il momento giusto per cambiare, lasciare il Milan e provare questa nuova avventura?
Credo che dopo otto anni, ottimi, passati con il Milan, fosse giunto il momento per entrambi di trovare una situazione diversa per cercare di mantenere un rapporto che è sempre stato schietto, pulito, rispettoso. E magari, il rischio era che questo rapporto si potesse incrinare.

Se Berlusconi ti avesse chiesto in extremis di restare, cosa avresti fatto?
Non lo so. Dentro di me, cominciavo già a nutrire il pensiero che fosse giusto cambiare.

Guardando la campagna acquisti del Real Madrid, forse era quella la squadra che Ancelotti avrebbe dovuto allenare?
Io non ho mai avuto richieste dal Real Madrid. Pensando di lasciare il Milan, penso di aver trovato la collocazione migliore perché il Chelsea è una grande società e una grande squadra, che per vincere ha bisogno di fare un piccolo passo. Non sarà semplicissimo, ma credo ci siano tutte le credenziali per poterlo fare.

Come si fa questo passo?
Con l’impegno, la volontà, con la grande organizzazione e l’applicazione dei giocatori, cercando di mettere qualcosa in più e di giocare con maggiore qualità. Questo è quello che dobbiamo fare e questi sono i nostri obiettivi.

Vedere Kakà con la maglia bianca che impressione ti ha fatto?
Un’impressione strana perché sono abituato a vederlo in rossonero e forse non mi abituerò mai a vederlo con quella bianca.

E con la maglia blu?
No, credo non ci sia stato nemmeno il tempo per pensare a questo, però ci incontreremo. Non so dove, ma ci incontreremo.

Puoi rassicurare i tifosi del Milan che Pirlo resterà al 100% in rossonero?
Non mi sento di fare nessuna promessa. Pirlo è un giocatore del Milan ma il mercato è molto lungo, dura fino al 31 agosto e quindi ci possono essere delle sorprese. Poi, non è detto che riguardino Pirlo.

E su Deco e Carvalho all’Inter?
Anche questo è un discorso chiuso. Al momento sono giocatori del Chelsea e credo non ci siano soluzioni diverse.

Che Milan sarà senza Kakà, Beckham, Sheva, Maldini…
Un Milan nuovo ma non credo meno competitivo perché rispetto all’anno scorso bisogna aggiungere Nesta, Kaladze, Thiago Silva, Gattuso e Borriello. Credo che questa squadra partirà a fari spenti ma potrà fare un’ottima stagione.

E’ giusto dire che sarà il Milan di Ronaldinho?
Mi auguro che sia il Milan di Ronaldinho perché vorrebbe dire che Ronaldinho esprimerebbe al 100% le sue qualità e questo per il Milan sarebbe un vantaggio.

Perché non l’ha fatto anche l’anno scorso?
Per una questione ambientale, prima di tutto, e perché ha sofferto un utilizzo incostante nelle partite.

C’è chi dice che Ancelotti e Kakà siano stati sacrificati per fare posto proprio a Dinho?
No, è un pensiero completamente sbagliato.

Il prossimo 9 agosto, il primo appuntamento importante della stagione…
E’ un appuntamento molto importante per me e per il club. Giochiamo una finale contro il Manchester Utd a Wembley. Un esordio migliore non poteva capitarmi. Sono molto eccitato.

Alzare quel trofeo cosa vorrebbe dire?
Vorrebbe dire iniziare col piede giusto e mettere un trofeo in più nella bacheca del Chelsea. Certamente, la stagione non finirà dopo quella partita ma sarebbe importante vincerla.

L’acquisto migliore del calciomercato italiano?
Diego, sicuramente. E’ un giocatore di grande talento. La Juve ha fatto un ottimo acquisto.

Il Milan ha preso Onyewu?
Ha dimostrato nella Confederations Cup di essere un ottimo difensore. Non sarà eccitante come nome, però secondo me ha ottime qualità.

Il Milan può realmente puntare a vincere qualcosa con la rosa attuale?
E’ una squadra che va scoperta giorno per giorno. Penso che possa fare tantissime cose, se tutto va bene. E’ una squadra rinnovata che mantiene ancora una grande tradizione, una grande storia e una grande organizzazione.

E’ vero che ti piace molto Pastore, nuovo acquisto del Palermo?
E’ un giocatore che ho visto, ha grandi potenzialità. E’ un ragazzo giovane e credo che il Palermo abbia fatto un buon acquisto. E’ stato tempestivo il Palermo a prenderlo.

Vedi dei punti in comune tra Berlusconi e Abramovich?
Sì, la grande passione per la propria squadra.

E fra il Chelsea e il Milan?
Sono due squadre molto bene organizzate.

E tra John Terry e Maldini?
Terry è per il Chelsea quello che è stato Maldini per il Milan: un giocatore vivo, molto importante per questo club. Un vero capitano, un esempio.


FONTE: Corrieredellosport.it