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  29/08/2009 - VERSO ROMA-JUVE

Amauri: "Battiamo la Roma 2-0!"

Amauri Carvalho de Oliveira è nato a Carapi­quiba il 3 giugno del 1980. Aveva meno di venti anni quando è sbarcato in Italia. Ma è stato nel 2005 che ha deciso di dare una svolta alla sua vita. Ha puntato forte su se stesso, ri­nunciando ai rientri natalizi in Brasile per al­lenarsi con maggiore forza qui da noi. Ha tro­vato un preparatore atletico che è anche un amico, Germano Chierici, e con lui ha lavora­to molto sulla coordinazione dei movimenti. Amauri è un atleta potente (1.86 per 83 chili), veloce e forte allo stesso tempo. L’allenamen­to lo ha fatto migliorare nei colpi di testa e con quell’ultimo tassello è diventato un campione assoluto.

CONVOCAZIONE CON LIPPI - Quest’anno cerca con la Juventus conquiste importanti a livello di club, ma spe­ra anche di entrare nella nazionale azzurra di Marcello Lippi (l’ultimo documento per il pas­saporto è arrivato martedì) e di andare così a giocarsi il Mondiale in Sudafrica. Domani af­fronterà la Roma, contro cui ha sempre fatica­to a segnare. Ma ha già promesso una vittoria per 2-0 ed almeno un suo gol. In questa inter­vista racconta al Corriere dello Sport- Stadio gli inizi difficili, la svolta della sua vita, le fol­lie (fortunatamente) mancate. Avvertenza per l’uso: la classifica che Amauri ha fatto per "Le 10 cose per cui vale la pena vivere" è a mezza via tra il sacro (Dio, famiglia) e il profano (cal­cio, carne, Tv). Ed è totalmente sincera.

È vero che tifava Napoli, perchè lì giocava Careca?
«Il Napoli in Brasile era molto cono­sciuto perché aveva Careca e perchè in quegli anni vinceva parecchio. Mi dice­vo: sono nella squadra di Maradona, mi alleno dove si è allenato anche Careca. Mi sembrava di impazzire di felicità» .

Come è andata a Napoli?

«All’inizio è stato tutto difficile. Per due settimane mi sono allenato da solo. A tenermi su era il sogno che avevo in testa, vestire la maglia del Napoli. Non parlavo italiano, tantomeno il napoleta­no. Poi le cose sono andate meglio. Mi è rimasto un ricordo bellisimo. Lo scorso anno, quando ho segnato, non sono riu­scito a esultare. Napoli mi ha fatto vede­re la serie A. Avrò sempre grande affet­to per città e società».

Quale sarà il risultato di Milan-Inter?
«Un pareggio»

E di Roma-Juventus?
«0-2».

Chi segnerà?

«Io, sicuramente»

È finalmente arrivato l’ultimo docu­mento per il passaporto?
«È arrivato martedì. Ora la documen­tazione è completa. Devono solo dirmi: Amauri, vieni a ritirare il passaporto»
.

Poi dovrebbe esserci la chiamata di Lippi.
«Lo spero» .


corrieredellosport