De Rossi: "Nel primo tempo una Roma morta!"
Un punto strappato nel finale, una prestazione non all'altezza e tanto nervosismo nel finale: «Sì, c’era nervosismo anche nel secondo tempo. Sono partite importanti per noi e soprattutto per loro che si devono salvare. Da fastidio pareggiare al novantesimo, cosa che è successa anche con la Lazio dove meritavano di più».
ALTRO GOL - Ancora un gol decisivo: «Sicuramente. All'ultimo ci buttiamo tutti in avanti e proviamo a pareggiare, per questo siamo tutti felici. È un pareggio prezioso, ma abbiamo fatto un grande passo indietro, soprattutto nel primo tempo. Noi dobbiamo cercare la continuità, non dobbiamo fare solo una vittoria eccellente e poi altre non soddisfacenti. Nel primo tempo eravamo fermi, dobbiamo superare questa cosa».
CORI CONTRO DE ROSSI - Proteste catanesi sull'angolo: «Non c’ho fatto caso. Mi sono girato e ho visto l’arbitro che ha dato l’angolo e abbiamo pareggiato. I cori contro di me? Li ho sempre trovati dappertutto. Forse per come gioco, perché sono romano. Io ci sorrido e lo vivo tranquillamente, solo una volta mi sono alterato perché riguardava una cosa personale e particolare ».
«SQUADRA MORTA» - Poi, ancora ai microfoni di Sky, il centrocampista rincara la dose: «Nel primo tempo siamo stati una squadra morta, in tutti i giocatori. Non siamo stati né carne né pesce più che altro. Questo oltre che un peccato è leggermente preoccupante».
«COSI' NON SI VA DA NESSUNA PARTE» - Ma quale è il difetto di questa Roma? «Penso che sia un discorso di interpretazione sbagliata. Tra la vecchia gestione e la nuova c’è una bella differenza nell’affrontare le partite e su come si imposta il calcio. E noi stiamo facendo una via di mezzo: abbiamo la leggerezza di quando giocavamo con Spalletti e magari la non grande disponibilità in fase offensiva e la concretezza che ci vuole dare Ranieri. Se dobbiamo giocare in maniera semplice, diretta e concreta bisogna farlo sul serio. Così, con una via di mezzo, non si arriva da nessuna parte».
«DELUSO DI COME VANNO LE COSE» - Perchè è proprio lui a parlare? «Vengo qui a parlare perché qualcuno si deve presentare. Ci sono dei problemi nell’approccio nel vivere la partita ad una certa maniera. Non voglio accusare i miei compagni di qualcosa, mentre io sono esente da responsabilità e sono quello che ha fatto gol…Io sono il primo ad essere deluso di me stesso e di come vanno le cose. Faccio una disamina a 360 gradi, nessuno mette in discussione i miei compagni, anzi spesso e volentieri sono loro che trascinano me quando dovrebbe essere il contrario».
corrieredellosport.it
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