E' accaduto durante una partita di terza categoria bergamasca
BERGAMO, 8 marzo 2010 - Da quando è uscito il nuovo regolamento federale contro le bestemmie sui campi di calcio, in molti - tra giocatori e tecnici - hanno riscoperto l'arte di arrangiarsi, con buona pace di qualche "zio" e dei malcapitati il cui cognome "Diaz" è stato nominato invano.
Campanili — Non è successo però a Villa d'Ogna, ridente paese della Val Seriana la cui squadra locale milita nel campionato di Terza categoria. Ieri ad avventurarsi lassù, nelle vicinanze di Clusone, erano quelli di Longuelo, frazione di Bergamo: gente di pianura, del capoluogo, insomma. E quando si tratta di campanilismo - termine che manco a farlo apposta viene da "campanile" - le parole-rifugio non bastano più. Tra il 10' e il 25' della ripresa la partita, a dispetto della temperatura, deve essere diventata incandescente, e l'arbitro ha estratto tre rossi per vilipendio della religione: due ai danni dei padroni di casa (Imberti e Bellini), uno nei confronti di un ospite (Belingheri). Imberti, in particolare, si è distinto per la bestemmia-lampo, avendo subìto la sanzione solo una manciata di minuti dopo il suo ingresso in campo dalla panchina.
dialetti a rischio — Alla fine, pur in 9, quelli del Villa d'Ogna hanno rimontato entrambi i vantaggi avversari, chiudendo sul 2-2. Tutti felici e contenti, dunque? Probabilmente Imberti, Bellini e Belingheri non troppo. Loro saranno lì ancora oggi a recriminare, a far notare - al pari di altri all'indomani dell'uscita del nuovo regolamento - che certe imprecazioni si fondono di fatto nei dialetti proprio nelle zone dove la religione cattolica è più radicata e praticata. Non a caso lo stesso cattolicissimo Giovanni Trapattoni, qualche giorno fa, ha avuto modo di richiamare tutti a non esagerare, pur stigmatizzando nettamente la bestemmia. Tuttavia, se è vero che i dialetti contengono l'insidia di offendere il sentimento religioso, è altrettanto vero che offrono numerose alternative: da dove credete che nasca la celeberrima "ostrega" veneziana, se non dalla necessità di non maledire i bianchi dischetti di pane azzimo che vengono consacrati a ogni messa?
fonte: gazzetta.it

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