Il giudice sportivo con un punto di penalità sancisce la retrocessione dei siciliani
Senza tecnico né dirigenti, l’Igea è costretta a mollare. La gara contro l'Aversa è saltata perchè nessuno può sottoscrivere la distinta. Non è bastato l'impegno della squadra che su suggerimento dell'associazione calciatori si era presentata regolarmente allo stadio, non è servita la presa di posizione del comune che aveva fatto ugualmente aprire le porte dello stadio, prendendosi le responsabilità per ciò che sarebbe potuto accadere.
L'arbitro Saia di Palermo ha respinto la distinta dell'Igea che era firmata da un calciatore e non da un dirigente. Alle 15.25 la comunicazione ufficiale che la gara non si sarebbe giocata. Il giudice sportivo come previsto ha assegnato lo 0-3 a tavolino per l'Aversa "in quanto la distinta sprovvista dei requisiti formali e non essendo presente alcun dirgente dell’Igea". E' stata, inoltre, irrogata a carico dell’Igea (già retrocessa in D) un punto di penalizzazione e un’ammenda di cinquemila. Con questi tre punti la squadra di l'Aversa di Juary è ad un passo dalla salvezza.
Alla seconda rinuncia la sanzione si raddoppia alla seconda rinuncia ed arriverebbe fino a 50mila euro all’ultima rinuncia, la quarta, che sancirebbe anche l’automatica radiazione della società. Un ipotesi sempre più concreta, a giudicare dalle indicazioni che arrivano dalla società. Intanto l’Associazione Calciatori ha comunicato ai ragazzi rimasti all’Igea che da ieri sono liberi di andar via. Potranno allontanarsi senza comunicarlo alla società, ormai del tutto smembrata dal patron Rendina che ha deciso di gettare la spugna. Almeno a Barcellona.

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