Un’Inter eroica respinge l’attacco del Barcellona. Niente remuntada. Nerazzurri in dieci al 28’, subiscono solo il gol di Piquè all’84’. È finale!
Epica, eroica, storica. Ecco la partita dell'Inter, che guadagna così il biglietto per la finale di Madrid. Finisce 1-0 al Camp Nou, rete di Piquè all'84, proprio lui, che aveva detto:"rimpiangerete di essere calciatori". Una partita senza fine, tutta in difesa, con 11 leoni uniti nel darsi una mano, a sacrificarsi per un sogno che continuerà a Madrid. L'Inter prima della gara deve rinunciare a Pandev, che accusa ancora dolore ed è costretto a dare forfait. Al suo posto Mourinho sceglie Chivu, per un 4-2-3-1 decisamente più difensivo. Il Barcellona fin dall'inizio, schierato con Ibra davanti e Pedro e Messi alle spalle, si impossessa del centrocampo e inizia a macinare gioco con il suo tipico fraseggio breve. Sarà il tema unico della serata. La svolta al 28', quando Thiago Motta, già ammonito, appoggia ingenuamente la mano sul volto di Busquets, che si lascia cadere per una sceneggiata plateale. L'arbitro vede un intervento violento ed estrae il cartellino rosso. Motta fuori. Una partita difficile e in difesa diventa in questo momento un' impresa quasi impossibile.
Sotto i colpi del Barcellona e di novantamila persone che incitano e fanno pressioni sull'arbitro, l'Inter riesce a contenere nel primo tempo gli avversari. L'unica ma fondamentale nota da segnalare è la straordinaria parata di Julio Cesar al 32' su Messi, che aveva indirizzato nell'angolino con il suo solito sinistro magico. Sarà la parata decisiva. Il secondo tempo vede gli uomini di Mourinho sacrificarsi come non mai. Esempi fantastici sono Milito ed Eto'o che coprono le fasce come due terzini, o Cambiasso che si sdoppia tra centrocampo e difesa chiudendo tutti i buchi e infine Lucio e Samuel, che innalzano un vero e proprio muro. Le speranze blaugrana tornano vive all'84 quando Piquè (in fuorigioco) salta Cordoba e Julio Cesar e firma l'1-0. Gli ultimi 10 minuti, compreso il recupero, sembrano non finire mai. Lo stadio è una bolgia e l'urlo del Camp Nou rimane strozzato quando il gol di Bojan viene vanificato dal direttore di gara che vede prima un sospetto fallo di mano di un compagno. Al fischio finale è festa. Mourinho corre in mezzo al campo e verso gli spalti segna con la mano "uno". Nessuna rimonta. I cinquemila tifosi nerazzurri a Barcellona possono festeggiare. Dopo 38 anni l'Inter torna in finale nella competizione più prestigiosa. Il sogno continua a Madrid.

|