L’Inter batte in finale la Roma per 1-0 con gol di Milito e conquista la sesta coppa Italia della sua storia, il primo “titulo” della stagione. Espulso Totti nel finale.
L'Inter inizia nel migliore modi quella che è la difficile corsa verso i tre titoli stagionali. All'Olimpico, in terra "nemica", i nerazzurri conquistano la sesta coppa Italia, la terza negli ultimi 5 anni, il primo "titulo" della stagione. A decidere la gara sempre lui, il Principe Milito, che finalizza con un gran destro un contropiede partito da Thiago Motta al 40'. Partita nervosa, con falli da una parte e dall'altra. Difficile il compito per l'arbitro Rizzoli, che deve controllare la gara con diversi cartellini, alcuni per la verità mancati. Succede un po' di tutto nel corso del match, con falli, provocazioni e zuffe. Nel primo tempo Sneijder e Cordoba abbandonano per infortunio. Dentro Balotelli e Samuel. Mourinho addirittura prova a vedere sul monitor un fuorigioco dubbio di Milito ma gli viene giustamente impedito. Alla mancata espulsione di Burdisso per l'ennesimo fallo su Balotelli segue l'espulsione di Oriali per proteste. L'Inter gioca e controlla bene le ripartenze della Roma. I nerazzurri sono in partita e danno sempre la sensazione di creare pericolo. Juan si divora la palla del pareggio non riuscendo a ribadire in rete una respinta di Julio Cesar su tiro dalla distanza. La partita prosegue con estremo nervosismo, con Mexes, Perrotta, Taddei e Materazzi protagonisti.
Il finale è di fuoco. Totti, entrato nel secondo tempo, insegue Balotelli e gli rifila un bruttissimo calcione da dietro, con calcetto sulla testa quando l'interista è a terra. Espulsione inevitabile e accenno di rissa. Il capitano giallorosso si è giustificato oggi nel suo blog, parlando di nervosismo causato da pesanti insulti personali e al popolo romanista. Attenuanti comprensibili che non giustificano né diminuiscono però la gravità del gesto.
L'Inter si aggiudica così il primo trofeo della stagione e punta in modo deciso a quella tripletta che tutti gli interisti sognano, ovvero coppa italia, scudetto e champions league. Milito e Mourinho sono i primi a crederci. Il tecnico portoghese, con la vittoria della Coppa Italia, si toglie la soddisfazione di vincere tutti i trofei nazionali in tutti i paesi in cui ha allenato(Portogallo, Inghilterra,Italia). Intervistato ai microfoni Rai entra in scena un Mourinho più umile, che evidenzia i meriti non suoi ma della squadra,ormai consapevole dei propri mezzi e del salto di qualità compiuto. Poi lascia aperta la possibilità di rimanere ancora a Milano e va a festeggiare con i suoi giocatori. Il popolo interista, se potesse, lo legherebbe all'Inter a vita.

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