Dopo alcuni clamorosi errori, si riapre con forza il dibattito sull'introduzione della moviola in campo.
Il mondiale sudafricano del 2010 non sarà sicuramente da ricordare per gli azzurri e per l'Italia del pallone ma potrebbe rappresentare la svolta per l'introduzione della tecnologia nel calcio, allo scopo di ridurre quegli errori e quelle sviste arbitrali che falsano pesantemente le competizioni (anche mondiali). Dopo i clamorosi errori commessi in successione durante il mondiale in corso, anche Blatter ha ammesso la necessità di fare qualcosa e sembra aver concesso quanto meno un'apertura al dibattito sull'introduzione di una tecnologia che aiuti a risolvere circostanze come quella del gol fantasma. Nelle ultime partite sono state commesse sviste imperdonabili che hanno determinato i risultati di diverse gare. Esempi freschi sono stati il gol evidente di Lampard non concesso contro la Germania, il fuorigioco clamoroso di Tevez contro il Messico, per finire con il meno vistoso ma piuttosto decisivo gol in offside di Villa contro il Portogallo. Il calcio mondiale sta perdendo credibilità in tutto il mondo. Non sembrano più garantite regolarità e giustizia in uno sport molto indietro sotto questo punto di vista rispetto ad altre pratiche sportive che fanno ricorso a strumenti tecnologici già da tempo.
Blatter e la Fifa, da sempre ostili a qualsiasi supporto tecnologico, sembrano aver capito che la situazione non è più sostenibile. Lo scandalo è enormemente accentuato dal fatto che in mondovisione e anche sugli spalti tutti si accorgono subito dell'errore, mentre gli arbitri, che rivedono comunque le azioni sul maxischermo o sui monitor, non possono cambiare la decisione presa per via dell'assurda regola Fifa che impone loro di non utilizzare alcuna tecnologia per le decisioni prese. L'utilizzo della moviola, seppur applicato solo in alcuni casi, diventa a questo punto assolutamente necessario. Con essa ad esempio, l'Irlanda sarebbe stata probabilmente ammessa al Mondiale al posto della Francia. Sono d'accordo ormai tutti:spagnoli, brasiliani e gli stessi francesi. Facile immaginare come possano pensarla gli irlandesi.

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