Un mare di folla ha dato l'ultimo saluto al grande campione
MILANO, 6 settembre 2006 - Si sono conclusi attorno alle 16 i funerali di Giacinto Facchetti nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano: all'uscita, la salma è stata salutata con un lungo applauso. La funzione è stata celebrata dal vescovo di Lodi, mons. Giuseppe Merisi, nativo di Treviglio, come lo scomparso presidente dell'Inter. "È stato un uomo buono, campione nello sport e nella vita - ha detto monsignor Merisi nel corso dell'omelia -. Siamo invitati a riflettere e dovremo impegnarci nel corso della nostra vita nell'imitazione di Facchetti, un esempio per tutti".
Fortissimo anche l'applauso che aveva salutato l'arrivo del feretro nella cappella di San Sigismondo, a fianco della basilica. Ad attenderlo, alle 10.45, c'erano già numerose almeno 10 mila persone, tifosi e gente comune. La camera ardente è rimasta aperta fino alle 14. Tra i primi ad arrivare, Cesare Maldini, capitano del Milan degli anni '60 ed ex commissario tecnico della Nazionale; quindi Michel Platini e Franco Baresi.
Poi, dopo l'arrivo del patron nerazzurro, Massimo Moratti, che non ha rilasciato dichiarazioni, si sono visti Enrico Ruggeri, Elio con il gruppo le Storie Tese, Adriano Galliani. Tra gli ex grandi campioni, Karl Heinz Rumenigge, Giancarlo Antognoni, Josè Altafini, Dino Zoff e poi Tarcisio Burgnich, terzino destro a fianco di Facchetti nella grande Inter di Herrera. E ancora Roberto Bonisegna, Luisito Suarez, Mario Corso, Bobo Gori, Mauro Bellugi, Giancarlo Antognoni, Cesare Prandelli. A montare il picchetto d'onore alcuni ragazzi della Primavera nerazzurra. Attorno alle 14 è arrivata anche l'Inter al completo.
Davanti alla basilica è stato posto uno striscione "Grazie Facchetti per aver onorato l'Inter e tutti noi", che ripropone le parole scritte dal patron Massimo Moratti nell'addio al capitano-presidente.
La riunione straordinaria della Lega di B sui diritti tv è stata sospesa per consentire a partecipanti di presenziare al funerale. Per le istituzioni del calcio c'erano tra gli altri Guido Rossi e Antonio Matarrese.
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