Garrone lascia la Lega ed attacca Matarrese
Riccardo Garrone lascia il Consiglio della Lega: `E` in atto un tentativo di Restaurazione nel mondo del calcio`. Dopo un primo amaro sfogo il presidente della Sampdoria e` rientrato negli uffici della Lega Calcio, dove ha annunciato le proprie dimissioni dal Consiglio di Lega. E alla sua nuova uscita ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per spiegare il suo addio a via Rosellini in aperta polemica con il presidente di Lega Antonio Matarrese: `Con grande dispiacere pochi minuti fa ho annunciato al presidente Matarrese le mie dimissioni dal Consiglio direttivo della Lega e ho detto ai miei colleghi che li rivedro` solo sul campo, perche` non partecipero` piu` alle Assemblee. La causa e` un atto gravissimo fatto da Matarrese che si aggiunge a tutte le cose non fatte che doveva realizzare in questo mese e mezzo, in cui ci ha presi addirittura in giro`. La causa scatenante e` un presunto abuso: `Non ha concesso la parola e ha addirittura insultato il presidente del Collegio dei revisori dei conti - Antonio Guastogni, ndr - che aveva chiesto di parlare, dicendo che secondo lui il presidente dei revisori dei conti non puo` partecipare all`Assemblea e parlare, il che e` un`invenzione sua`.
Un pretesto, forse, ma di sicuro la prosecuzione di un momento difficile che Garrone ha accusato da tempo: `Prevedevo che questo presidente fosse difficile da convincere a proseguire su quella che era la volonta` di tutti, su un documento gia` deliberato due mesi fa dal Consiglio della riforma. Un presidente che ha sempre operato per rinviare, rinviare, rinviare, per disegni suoi che io non conosco. Quindi le mie dimissioni, che domani, mercoledi`, scrivero` in modo molto circostanziato e che daro` alla stampa. A me dispiace, perche` pensavo di poter dare il mio contributo in questa tana di volpi, perche` di lupi non c`e` nessuno, pero` il vizio secondo me non lo perderanno mai. Giorni fa io avevo parlato di restaurazione nel calcio, la giornata di oggi conferma di un tentativo di restaurazione nel calcio non solo a Milano, in via Rosellini, ma anche a Roma. E domani io vado da Petrucci e glielo spieghero``. Il riferimento e` al periodo storico successivo alla sconfitta di Napoleone, con il ritorno dei vecchi principi sui troni che erano stati conquistati dall`imperatore francese sia, soprattutto, la ripresa dei principi precedenti alla Rivoluzione francese e agli ideali dell`Illuminismo. Quindi, il potere vecchio e alla vecchia maniera, in altre parole.
I timori di Garrone riguardano, adesso, soprattutto la sua squadra: `I miei tanti straordinari tifosi mi dicono `speriamo che il palazzo di domani non abbia il coraggio di rispondermi, di reagire a questa mia legittima e giustificata reazione sul campo`. Gli altri presidenti sono rimasti esterrefatti, mi hanno pregato di rimanere, ho detto di no. Io ho sperato in questi due mesi che il presidente Matarrese si mettesse sulla strada giusta ma forse non e` in grado di farlo. Era presidente vent`anni fa, i problemi erano tutti diversi. Non mi ha neppure chiesto di rimanere, quindi forse non aspettava altro. Nella mia vita ho combattuto tantissime battaglie. Sentirsi Don Quichotte contro i mulini a vento, che non riesce neanche a individuare dove sono, non e` piacevole`.
A questo punto il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ha provato a confortare un visibilmente scosso Garrone, cercando di convincerlo a rientrare, e ottenendo una secca risposta: `A una condizione: che entro dieci giorni se ne vada via lui`.
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