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  18/10/2006 - CHAMPIONS: INTER- SPARTAK 2-1


Cruz prende per mano l'Inter

Missione compiuta. L’Inter batte 2-1, pur senza incantare, un modesto Spartak Mosca e si rilancia in Champions League dopo le prime due sconfitte consecutive. La vittoria è firmata Julio Ricardo Cruz. L’argentino sigla una doppietta che vale oro, facendosi trovare pronto una volta di più, come è successo spesso e volentieri lo scorso anno, quando Mancini lo ha preferito alle stelle più celebrate, ma meno efficaci. Cruz ha un gioco sobrio, ma intelligente, spesso di prima, fa il centravanti e la seconda punta, non si perde in inutili orpelli tanto cari ai vari Ibra, Adriano e Recoba. E poi segna. Tanto (lo scorso anno più di 20 volte), in relazione a quanto poco gioca.

Il suo rientro dopo l’infortunio è prezioso. Permette a Crespo di recuperare dal suo acciacco con calma senza forzare. La vittoria nerazzurra è meritata. Arriva finalmente, con in dote i primi due gol di questa Champions, con la forza della normalità - ha vinto il più forte - e per una volta senza isterie, leggasi cartellini rossi. Per conquistare i tre punti ha dovuto soffrire: si poteva e doveva evitare dopo l’avvio in discesa, ma i patemi sembrano far parte del dna nerazzurro.
Il primo tempo è di marca Inter. I nerazzurri dominano in avvio, segnando due volte e giocando a tratti anche bene. Cruz e Recoba (al rientro dopo 6 mesi, preferito al bizzoso e malinconico Adriano, mossa azzeccata da Mancini) si cercano parecchio e spesso si trovano, Dacourt garantisce la solita sostanza, ma anche un abbozzo di regia; i piedi buoni dei vari Figo, Vieira e Stankovic costruiscono buone trame, facilitati anche dalla burrosa difesa dello Spartak, improponibile a questi livelli. Pronti-via e l’Inter va subito in vantaggio. Punizione messa in mezzo dalla destra da Recoba, la palla sbatte su Vieira e finisce sul sinistro di Cruz che esplode un tiro potente da centroarea che vale l’1-0.

Il raddoppio è quasi immediato. L’Inter prova ad ammazzare la partita. Cross morbido da sinistra di Recoba, che era stato fermato in uscita da Kowalewski, e Cruz, ancora lui, di testa anticipa tutti e mette dentro il 2-0. L’Inter ora domina. Un destro di Stankovic finisce largo non di molto. Poi però i nerazzurri si appisolano colpevolmente, cullandosi sul doppio vantaggio. E i russi si danno la svegliae si fanno pericolosi. Boyarintsev si mangia infatti un gol dopo un clamoroso pasticcio targato Maicon-Cordoba. L’esterno sinistro sparacchia alto il piattone destro solo davanti a Julio Cesar. Poi un tacco di Bystrov finisce a lato dopo un mischia in area nerazzurra. Brividi. Julio Cesar dietro è tra i meno distratti: si distende bene in tuffo per chiudere in angolo sul sinistro velenoso di Mozart. Si va al riposo sul 2-0, ma con lo Spartak in crescita, grazie alle idee di Titov e alla potenza della punta Pavlyuchenko.

Nella ripresa Spartak a due punte: fuori Mozart dentro Owusu. Ma la prima occasione è per l’Inter: il destro da fuori area di Figo colpisce la traversa e finisce alto. La rete però arriva per i russi, in contropiede, un elemento che deve far riflettere Mancini. Ripartenza orchestrata da Owusu, rifinita da Boyarintsev e finalizzata dal positivo Pavlyuchenko nell’occasione predatore d’area, sebbene dimenticato inspiegabilmente dai centrali nerazzurri. I russi adessano provano a far valere il miglior ritmo partita (nel loro campionato hanno già giocato 23 partite). Mancini si preoccupa. Toglie Recoba e inserisce Burdisso. Che si piazza sulla linea dei terzini, sulla sinistra, con Zanetti avanzato a centrocampo e Figo a seconda punta.
Il portoghese viene poi sostituito da Adriano. Stankovic troverebbe il terzo gol, ma l’arbitro francese Layec annulla la sua acrobazione di sinistro per un presunto (e molto dubbio) gioco pericoloso del serbo, che si era alzato la palla sul contrasto di un difensore russo. Cruz sfiora il gol nel finale, ma all’Inter va di lusso lo stesso perchè lo sciagurato Boyarintsev si divora un’altro gol dopo quello mancato nel primo tempo. L’Inter può tirare un sospiro di sollievo. Vince, e grazie al successo del Bayern sullo Sporting torna a portata di qualificazione.
Riccardo Pratesi