Home Calciatori e Club Notizie calcio Allenatori Arbitri Campioni Marcatori Albo d'oro Contatti
 ITALIA
  Serie A
  Serie B
  Serie C - A
  Serie C - B
  Serie C - C
  Serie D
  Primavera 1
  Primavera 2A
  Primavera 2B
  Eccellenza Emilia Romagna A
  Eccellenza Emilia Romagna B
  Eccellenza Liguria
  Eccellenza Lombardia A
  Eccellenza Lombardia B
  Eccellenza Lombardia C
  Eccellenza Marche
  Eccellenza Abruzzo
  Eccellenza Puglia
  Eccellenza Calabria
  Eccellenza Toscana A
  Eccellenza Toscana B
  25/10/2006 - SERIE A: OTTAVA GIORNATA


L'Inter fa poker, il Palermo soffre ma passa

INTER-LIVORNO 4-1
Una bella Inter. Che batte con autorevolezza il Livorno 4-1 e conquista il quinto successo (a cui vanno aggiunti tre pari) di questo inizio di campionato. Una tabella di marcia invidiabiile. E pazienza per i nerazzurri che il Palermo abbia superato il Messina, e che il primo posto resti dunque in coabitazione con la squadra di Guidolin.
Oggi il divario tra Inter e Livorno è stato una voragine. A tratti persino imbarazzante. I nerazzurri hanno cavalcato un ispirato Recoba, mettendo subito in cassaforte i tre punti. Il Chino, rivatilizzato almeno quanto Adriano (che non è mancato a nessuno) è abbacchiato, è entrato in entrambe le azioni dei primi due gol. Propiziando la goffa autorete di Pferzel e la capocciata vincente di Materazzi. Bene anche Figo e Cruz, che ha visto premiata la sua ottima prestazione con un gol nel finale di gara che ha doppiato quello di Ibrahimovic. Insomma, solo note liete per Mancini, che ha visto la sua squadra regalare a tratti spettacolo. E non addormentarsi dopo il 2-0 iniziale, come le era successo contro lo Spartak in Champions. Anche se una disattenzione difensiva, per l’1-2 di Lucarelli, non se l’è fatta mancare. Il Livorno ha giocato una partita pessima, soprattutto nel primo tempo e soprattutto in difesa, ma per Arrigoni, ancor più con Lucarelli a mezzo servizio (ma comunque a bersaglio), era difficile pretendere di fare punti a San Siro.

Il primo tempo è una mareggiata nerazzurra. Recoba se ne va subito sulla destra con un gioco di prestigio, mette in mezzo con il suo piede sbagliato e Pferzel impazzisce: colpisce di piatto e batte Amelia. Inspiegabile non tanto l’errore, capita, ma cosa volesse fare l’esterno destro dei toscani. Poi Cruz, imbeccato da Recoba, colpisce l’incrocio dei pali. Il 2-0 è nell’aria. E arriva inevitabile. Angolo di Recoba da destra a rientrare, Amelia esce poco e male, Materazzi insacca di testa sul secondo palo. Il Livorno - il cui schieramento con tre mediani, con Filippini improponibile da regista, era già superato e inutile dopo 1’, al gol dell’1-0, prova a scuotersi grazie al dinamismo di Morrone ed alla qualità di Danilevicius. Proprio il centravanti lituano cerca una conclusione a rientrare, che finisce fuori non di molto. Poi è il turno di una fiondata tonante di sinistro di Recoba, di poco a lato. Alla mezzora l’uruguaiano esce infortunato (lieve acciacco muscolare al polpaccio sinistro): dentro Ibrahimovic. C’è ancora il tempo per un sinistro secco di Cruz, Amelia si rifugia in angolo.

Ripresa. Arrigoni inserisce l’acciaccato Lucarelli per un disastroso Pasquale. Il Livorno passa al 3-5-2. Subito un botta e risposta a distanza Ibrahimovic-Lucarelli: il risultato non cambia. Il Livorno ci prova anche, a fare gioco, ma in mezzo mancano talento e idee. Lucarelli è il braccio, ma troppo spesso è costretto a improvvisarsi anche la mente degli amaranto: l’Inter controlla senza affanni. E anzi è sempre pericoloso in avanti con Ibrahimovic, al solito sprecone, Solari (positivo) e Figo. Il gol però lo trova, tanto per non cambiare, Lucarelli. Il neoentrato Cesar Prates se ne va sulla destra, sul suo cross Lucarelli è solissimo: metterla dentro è un gioco da ragazzi. Neanche il tempo di preoccuparsi che l’Inter trova il pari. Lo segna Ibrahimovic, trovato da Stankovic nel traffico. Partita in archivio. Prova a riportarla d’attualità Morrone con un bel sinistro, palla appena esterna. Si premura che prenda polvere Cruz, con un colpo di testa preciso in anticipo su Kuffour che vale il 4-1 finale. Inter brillante e vincente. Un biglietto da visita importante, in chiave derby.

PALERMO-MESSINA 2-1

Davvero una strana capolista, questo Palermo. Chi dice che il primato in classifica si conquista sempre grazie una difesa solidissima guardi questo dato: i rosanero sono la squadra che ha subito più gol in casa (10) tra tutte le partecipanti al campionato. Ma sono anche quelli che, nello stadio amico, hanno segnato di più: ben 13 volte. E sono in testa anche nei gol complessivi: fin qui 18 centri, con 9 giocatori diversi a bersaglio nella stagione in corso. Niente male per uno come Guidolin, tecnico stimato ma spesso accusato di predicare un gioco pragmatico e poco spettacolare.

Il Palermo di quest'anno sa divertire il suo pubblico in ogni situazione, anche in un derby in cui si presenta in campo senza Amauri e Corini, che si accomodano in panchina. In una fase particolarmente congestionata dagli impegni, il calendario impone i turnover a chi se lo può permettere. Spazio, dunque, a Caracciolo e Brienza, mentre il Messina risponde con un 4-5-1 che vede Riganò punta avanzata. L'ex attaccante dell'Empoli basta e avanza: nei primi venti minuti di gara trova il gol (perfetto colpo di testa su cross di Masiello), colpisce una traversa solo per un colpo di reni di Fontana e spaventa la difesa rosanero ogni volta che tocca palla. Riganò è davvero in un momento di grazia: di testa le prende tutte lui. Ma la testa la usa anche Zaccardo, che a metà del primo tempo pareggia i conti deviando in rete una sponda di Bresciano. La partita si mantiene vivace, con occasioni da una parte e dall'altra, ma poco prima dell'intervallo il risultato cambia di nuovo: fallo di Rea su Di Michele, probabilmente fuori area, e rigore trasformato dallo stesso numero 17 rosanero. Inutili le proteste giallorosse.

Nella ripresa ci si attenderebbe un Palermo più prudente, invece i padroni di casa non rinunciano a cercare il terzo gol e lasciano al Messina la possibilità di rendersi pericoloso in attacco. I protagonisti della ripresa sono, su tutti, Riganò e Fontana. Due giocatori non proprio giovanissimi, ma capaci di dare spettacolo in un duello splendido. Battuto nel primo tempo, il portiere del Palermo para l'impossibile nella seconda parte di gara e blinda un successo prezioso. Il finale fa venire i brividi ai tifosi del Renzo Barbera: Bresciano potrebbe chiudere il conto ma trova Storari prontissimo al doppio intervento, poi un siluro di Parisi sfiora il palo. Ma per il Messina, in trasferta, è proprio un periodo storto: non vince dal febbraio scorso e non sbanca il campo del Palermo dalla stagione 2000-01. Buon per il Palermo, che continua il suo volo in testa alla classifica insieme all'Inter.