Si apre oggi a Roma il processo per il calcioscommesse con imputato principale Antonio Conte. Contestazione al procuratore Palazzi da parte di alcuni tifosi juventini

Stefano Palazzi

Il Procuratore Federale Stefano Palazzi (dalla rete)

E’ scattata l’ora del processo sportivo riguardante il calcioscommesse all’ostello della gioventù a Roma: all’ingresso del Procuratore Federale Stefano Palazzi una ventina di tifosi juventini lo ha contestato anche pesantemente per il deferimento del tecnico Antonio Conte per l’omessa denuncia nelle partite Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena, quando era alla guida del club toscano. ”Giu’ le mani da Antonio Conte” e ”buffone, buffone” sono stati i cori rivoltogli. Nel frattempo la Commissione disciplinare ha rigettato le istanze di stralcio presentate dai legali del Torino e dei calciatori Alessandro Pellicori e Cristian Bertani. In merito alle richieste il Procuratore Federale Stefano Palazzi aveva espresso parere contrario.

La Commissione disciplinare, invece, ha ammesso Cesena, Gubbio, Nocerina e Vicenza come parti terze al processo sul calcioscommesse in corso a Roma. A detta del presidente della Disciplinare Sergio Artico, i 4 club sono ”portatori di diritti potenziali indiretti per ragioni di classifica”. Bocciate invece le richieste di varie associazioni, tra cui Federsupporter e Codacons.


Dalle 11.30 il Procuratore Palazzi ha iniziato a leggere le richieste di patteggiamento: ben nota è quella di Antonio Conte per i tre mesi di squalifica a cui vanno aggiunti 200 mila euro di ammenda. ”Antonio Conte – ha affermato Palazzi – ha espresso il desiderio che l’ importo dell’ammenda possa essere destinato a scopi benefici e solidaristici e la Procura ha espresso il suo consenso”. Ora dobbiamo attendere se la Commissione disciplinare la accorderà o meno.

Per il Siena Palazzi ha chiesto cinque punti di squalifica da scontare nel prossimo campionato e un’ammenda di 20mila euro, con altri 20mila euro in continuazione per gli atti di Bari che saranno discussi venerdi. Un punto in meno e 30mila euro di ammenda per Torino e Varese.

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