Nella gara di domenica scorsa il calciatore angolano Planamente era stato colpito da un petardo lanciato dai tifosi teramani.

Pallone

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A volte la lealtà sportiva vince su tutto: è quello che è accaduto nel girone F di serie D dove durante la gara di domenica 25 settembre Renato Curi Angolana-Teramo un potente petardo, lanciato dai tifosi del Teramo, aveva stordito e mandato all’ospedale il calciatore Giovanni Planamente della Renato Curi Angolana. Ebbene, la società del presidente Bankowski al termine della partita, poi persa dai suoi per 2-0, aveva preannunciato ricorso non facendo difatti omologare il risultato dal Giudice Sportivo che, nel frattempo, ha stangato la società teramana con 3.500€ di multa e tre gare da giocare in campo neutro e a porte chiuse.

Ebbene è notizia di oggi che la Renato Curi Angolana ha deciso di rinunciare al ricorso e di accettare il verdetto del terreno di gioco. E’ proprio il Teramo Calcio, che avrà anche vinto sul campo, ma perso fuori, a darne risalto con un comunicato sul proprio sito ufficiale condannando i fatti accaduti.


“La S.S.D. Teramo Calcio S.r.l., preso atto della decisione della R.C. Angolana S.r.l. di non voler dar seguito al preannunziato ricorso per i noti fatti accaduti domenica 25 u.s., nell’evidenziare la correttezza e la lealtà sportiva della Società nerazzurra nell’accettare il risultato conseguito sul campo, ringrazia il Presidente Bankowski e tutti gli altri Dirigenti, per la signorilità e lo stile palesati, porgendo loro le scuse per quanto accaduto.

Al contempo la Società rinnova, come già fatto a fine gara negli spogliatoi, la propria e piena solidarietà al calciatore Giovanni Planamente, augurandosi che l’increscioso fatto non abbia ripercussioni sul suo stato di salute, ribadendo la propria e ferma condanna per i deplorevoli episodi avvenuti, in quanto concretamente lesivi dell’altrui incolumità personale ed altamente pregiudizievoli per l’immagine e l’onorabilità della Società e della Città.
A tal fine la Società rinnova le proprie scuse anche al giovane Planamente e all’assistente di linea, Signorina Paola Culicelli.”

Enrico Tassotti