Lupi: ingenui nella prima frazione che chiudono sotto di due goal grazie alle reti di Cia (10’) e Pintori (40’); dal grande Cuore nella ripresa dove acciuffano gli stregoni con le reti di De Angelis (63’ rig) e D’Angelo (87’) a tre minuti dal termine. BENEVENTO-AVELLINO 2-2

Angelo D'Angelo

(Foto Archivio) - Angelo D'Angelo(Av) autore del goal del 2a2 a Benevento

E venne il giorno del derbyAvellino e Benevento come Davide contro Golia! È questa la presentazione della sfida tra stregoni e irpini che ritorna al Ciro Vigorito (ex Santa Colomba) 7 anni dopo. Il derby  tra giallorossi e biancoverdi arriva alla 12esima giornata del campionato di Prima Divisione Girone A della Lega Pro; irpini (14) a centro classifica con 5 punti di vantaggio sui sanniti che, complice la penalizzazione (-6), si ritrovano in piena bagarre salvezza.  Gara molto importante per entrambe le formazioni. L’Avellino di Giovanni Bucaro dopo il pari di Foggia (1-1) e la sofferta vittoria interna contro la Reggiana (2-0) cerca conferme in quel di Benevento.  La comitiva allenata da Gianni Simonelli, nonostante le numerose assenze tra squalifiche (Anaclerio), infortuni (l’ex Cipriani, Grauso, il capitano D’Anna e Falzarano) e scelte tecniche (Baican), cerca contro gli irpini (con la spinta del pubblico delle grandi occasioni) di rilanciarsi in classifica e di riprendersi Benevento (città) e il Benevento, regalando una grande gioia ai supporters sanniti che hanno messo da parte le contestazioni post sconfitta di Monza contro la Tritium (2-1) per spingere gli stregoni alla vittoria contro l’odiata Avellino.


Le formazioni: Bucaro deve rinunciare all’infortunato Correa; rispetto alla vigilia presenta solo due novità di formazione. Con il 4-4-2 (che spesso nel corso del primo tempo diventa anche 4-3-3 per poi passare definitivamente al secondo nella ripresa) davanti a FUMAGALLI, la coppia centrale è la solita LABRIOLACARDINALE, con ZAMMUTO a destra che la spunta su Zappacosta e il rientrante (dalla squalifica) RICCI che vince il ballottaggio con Stigliano. Per il caudino (Ricci ndr) è un derby nel derby visto che il numero 3 biancoverde è originario di San Martino Valle Caudina, piccolo paese in provincia di Avellino che dista appena 19 km dal capoluogo sannita. Nel centrocampo a tre, MALACCARID’ANGELO centrali, con MILLESI a sinistra e FALZERANO a destra. Quest’ultimo spesso avanzerà sulla linea d’attacco per trasformare il camaleontico 4-4-2 iniziale in un più offensivo 4-3-3. Tandem d’attacco affidato al duo DE ANGELISTHIAM.
Sul versante giallorosso, Simonelli è costretto a sostituire i vari giocatori assenti; ma come confermato alla vigilia, conferma il 4-3-3 di Monza. In porta va il veterano MANCINELLI (per lui esordio in campionato); difesa a 4 composta da SINISCALCHI e RINALDI centrali, con PEDRELLI a destra e CANDRINA (preferito a Frascatore) a sinistra. Centrocampo a tre con LA CAMERA play-maker completato da RAJCIC e DE RISIO che vince il ballottaggio con Vacca. Tridente d’attacco con PINTORI e CIA a supporto di ALTINER.
Presente il pubblico delle grandi occasioni. Oltre 3500 i tagliandi staccanti che con i circa 600 abbonati porta a 4100 le presenze giallorosse al Vigorito per questa gara. Circa 300 i sostenitori biancoverdi presenti nel settore ospite con un buon numero di presenze anche in altri settori dello stadio sannita.

PRIMO TEMPO –  Dopo una prima fase di studio è l’Avellino a rompere gli indugi e provare a prendersi il pallino del gioco. Il Benevento pende dai piedi di La Camera, tutti i palloni giocati dalla formazione giallorossa passano per il play-maker siciliano. E’ dell’Avellino la prima azione al minuto 8’ con De Angelis che mette in difficoltà la difesa ospite e viene steso da Candrina sul lato destro del vertice dell’aria di rigore sannita. Una sorta di angolo corto alla battuta va Millesi ma l’azione si chiude con un nulla di fatto.
11’ BENEVENTO IN VANTAGGIO CON CIAalla prima vera occasione sono gli stregoni a passare. Errore di Labriola in fase di impostazione che perde palla, ne approfitta Pintori che sfonda per via centrali, palla sulla destra per l’accorrente CIA che trova il diagonale vincente per l’immeritato vantaggio giallorosso. L’Avellino non ci sta e non si abbatte: la squadra di Bucaro attacca a testa bassa. Minuto 14’ primo pericolo di marca biancoverde.  Falzerano si invola sulla destra, cross pericoloso al centro dove svetta De Angelis, il colpo di testa del centravanti biancoverde diventa un pericoloso assist per l’accorrente D’Angelo, ma il centrocampista biancoverde non riesce a raggiungere la sfera.

17’ ancora Avellino, va via il capitano Ciccio Millesi; palla dentro dove a fatica Rinaldi chiude in angolo anticipando di poco l’accorrente De Angelis. Dalla bandierina (18’) palla per Ricci che sparacchia verso la porta giallorossa, conclusione che termina abbondantemente alta. Fasi di gioco che vede l’Avellino spingere e il Benevento, cinico e sornione, a controllare le follate offensive della formazione biancoverde e cercare di colpire in contropiede.  L’Avellino lotta e corre, soprattutto a centrocampo, dove con un grande D’Angelo prova a sopraffare la mediana giallorossa e insieme a  Millesi provano a spronare e trascinare i lupi. Bene anche la prova di Malaccari oramai una conferma gara dopo gara.  24’ L’AVELLINO VICINISSIMO AL PAREGGIO CON DE ANGELISD’Angelo in profondità per De Angelis, grande giocata del bomber biancoverde che sfrutta un errore di Rinaldi, saltandolo con facilità entra in aria e batte a rete dove trova un grande Mancinelli a negargli il goal del pari con un grande intervento di piede.


I lupi spingono con una certa insistenza e una certa intensità, il Benevento vacilla ma non crolla. 28’ altra azione pericolosa per l’Avellino. Ricci ruba palla a centrocampo e serve De Angelis sulla sinistra, l’ex di turno brucia Siniscalchi, entra in aria e conclude in diagonale. La sfera fa la barba al palo e termina sul fondo con l’attaccante biancoverde che chiede inutilmente il calcio d’angolo. Il Benevento si scuote e ritorna a portare pericoli dalle parti di Fumagalli sfruttando appieno tutte le disattenzione della difesa biancoverde.
Predominio territoriale di marca biancoverde ma il risultato vede il Benevento in vantaggio.  30’ punizione di Millesi, para facile Mancinella. 32’ cambio di campo giallorosso che mette in difficoltà Zammuto, prova ad approfittarne Pintori che mette la palla sull’esterno della rete. 36’ De Angelis brucia Candrina e mette un pericoloso pallone dentro; il Benevento salva con affanno in calcio d’angolo. Partita abbastanza veloce e godibile. 38’ azione Pintori- Rajcic salva tutto Labriola chiudendo in angolo.

40’ RADDOPPIO DEL BENEVENTO CON PINTORI: il Benevento capitalizza al massimo un altro errore collettivo della formazione biancoverde. Errore sull’asse Malaccari-Ricci, ne approfitta Cia che s’invola sulla fascia destra e crossa dentro, D’Angelo non interviene lasciando scorrere colpevolmente la sfera, mentre Zammuto si perde PINTORI che, spunta alle spalle del numero 2 biancoverde e beffa imparabilmente l’estremo difensore biancoverde per il raddoppio degli stregoni. L’Avellino accusa inevitabilmente il colpo e come un pugile intontito è li per li per andare K.O.. Il Benevento ora gioca sul velluto e gestisce con tranquillità. Dopo oltre un minuto di recupero si va negli spogliatoi con i giallorossi avanti per 2 a 0.

Leitmotiv della prima frazione: l’Avellino gioca e il Benevento segna. Come anticipato alla vigilia in conferenza stampa da mister Simonelli l’esperienza è molto importante in gare di questo tipo e il Benevento ha capitalizzato al massimo le uniche due occasioni avute. L’Avellino come al solito concede troppe distrazioni dietro e paga subito dazio, mentre davanti ancora una volta si pecca di cinismo. La partita si sta decidendo sugli esterni, dove Cia e Pintori fanno il bello e il cattivo tempo, con Zammuto e Ricci in seria difficoltà. Un primo tempo shock per l’Avellino che nonostante una discreta prima frazione si trova sotto di due reti per demeriti propri più che per meriti della formazione beneventana.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa Bucaro cerca la scossa per riprendere immediatamente il match e tenta il tutto per tutto. Doppio cambio in casa Avellino, fuori un evanescente Zammuto in costante difficoltà con Pintori  e uno spento Thiam. Al loro posto ZAPPACOSTA e LASAGNA, con l’Avellino che passa definitivamente dal 4-4-2 al 4-3-3 dove Falzerano e Lasagna sono a supporto del bomber De Angelis. Benevento in campo con gli stessi undici della prima frazione. 46’ ci prova l’Avellino con De Angelis che cade in aria e viene ammonito per simulazione. 50’ palla dentro di D’Angelo per Lasagna, l’ex Milazzo si libera di un avversario e batte verso la porta difesa da Mancinelli. La conclusione dell’attaccante biancoverde finisce di poco fuori. L’Avellino spinge alla ricerca del goal che riaprirebbe il match.

INIZIA LO ZAPPACOSTA SHOW: dopo la buona prova contro la Reggiana, l’ex esterno dell’Isola Liri, proveniente dalle giovanili dell’Atalanta, si ripete anche contro il Benevento facendo letteralmente impazzire Candrina prima e Frascatore poi. 56’, Zappacosta s’invola sulla fascia e mette un invitate cross dentro, la difesa giallorossa libera con affanno, sulla ribattuta Millesi controlla e calcia in porta. La sua conclusione finisce fuori. Benevento ancora più sornione nella ripresa, lascia l’iniziativa all’Avellino e quando può, prova ad affondare in contropiede alla ricerca della rete del k.o.(definitivo). 59’ è  sempre Zappacosta che servito da Falzerano, ancora una volta brucia Candrina, entra in aria e batte a rete. La conclusione dell’esterno biancoverde va di pochissimo sul fondo. 61’ ancora Avellino con Cardinale che sugli sviluppi di un calcio piazzato si trova solo davanti a Mancinelli, il centrale biancoverde cincischia troppo e si fa chiudere in calcio d’angolo.

62’ Simonelli capisce che bisogna cambiare qualcosa, soprattutto bisogna arginare la spina nel fianco Zappacosta, quindi fuori Candrina e dentro il nazionale under 20 di categoria Frascatore. Risponde Bucaro, fuori Falzerano dentro HERRERA, ultimo cambio in casa biancoverde. Continua a giocare bene l’Avellino e non merita di certo il passivo di 2-0.
63’ L’AVELLINO ACCORCIA CON DE ANGELIS SU CALCIO DI RIGORE: dai e dai l’Avellino riesce a sfondare e riaprire il match. Palla dentro di Malaccari per De Angelis, l’ex stabiese entra in aria giallorossa e viene steso ingenuamente da Siniscalchi. Per Merlino di Udine è calcio di rigore. Alla battuta va lo stesso bomber biancoverde che batte il pararigori Mancinelli  per il 2a1 che riapre il match. Per De Angelis è la quarta marcatura in stagionale (seconda su calcio di rigore), 14esima con la maglia biancoverde.
Il Benevento sembra sulle gambe, l’Avellino corre il doppio rispetto agli stregoni denotando un eccezionale stato fisico. Gli unici nei di una partita ben giocata dai lupi, i due clamorosi errori difensivi per il doppio vantaggio giallorosso e il poco cinismo sotto porta.

65’ cambia l’avversario ma lo Zappacosta del Ciro Vigorito non lo si ferma quest’oggi. L’esterno biancoverde se ne va, anche a Frascatore palla dentro per l’accorrente D’Angelo che in controtempo la mette fuori. L’Avellino sulla spinta del goal di De Angelis (che ha riaperto il match) è una furia; il Benevento prova a contenere. 66’, se ne va Ciccio Millesi in contropiede, il Benevento è posizionato male, il capitano biancoverde è assistito da Lasagna e De Angelis ma egoisticamente fa tutto da solo concludendo in maniera debole verso la porta di Mancinelli tra le lamentele dei compagni. C’è solo una squadra in campo ed è l’Avellino. Come Davide contro Golia, la formazione biancoverde lavora ai fianchi della corazzata giallorossa in balia dell’avversario.


70’, ancora Zappacosta che se ne va, l’esterno biancoverde viene fermato con estrema fatica dalla difesa di casa. 71’, spinge e lo fa con veemenza l’Avellino, Benevento in netta difficoltà incapace di reagire allo strapotere biancoverde, specialmente sul lato sinistro dove prima Candrina e poi Frascatore non riescono a fermare l’incontenibile Zappacosta. Il Benevento prova a reagire e lo fa in due occasioni in rapida successione dove va vicinissimo al 3-1: 79’ Vacca si beve Ricci e mette un pericoloso pallone dentro, Carretta fallisce incredibilmente il punto del 3-1; 3 minuti dopo (82’) Rajcic supera Labriola e calcia pericolosamente verso la porta biancoverde, bravo Fumagalli (primo intervento per lui) a respingere di pugno. Sulla sfera piomba Altiner che fallisce clamorosamente. Il Benevento sembra essersi improvvisamente svegliato, la partita vive il suo momento clou.

87’ PAREGGIO DELL’AVELLINO CON D’ANGELO: la legge del calcio ancora una volta colpisce e a goal sbagliato (Altiner al 82’) corrisponde goal subito. Azione personale di Angelo D’Angelo (tra i migliori in campo) che sfonda facilmente per vie centrali la difesa giallorossa e, con una violenta conclusione di destro, batte imparabilmente Mancinelli per il meritato 2 a 2 che fa esplodere di gioia i quasi 300 tifosi biancoverdi sistemati nel settore ospiti.
L’Avellino ci crede, raggiunto il pari vorrebbe provare il colpaccio. Benevento scosso cerca di riprendersi e di portarsi di nuovo avanti. Si prospettano 5 minuti di recupero, concessi dal direttore di gara friulano, di fuoco. I giallorossi ora attaccano con una certa pressione, l’Avellino resiste anche se non riesce più ad offendere. 94’ CLAMOROSO SALVATAGGIO DI LABRIOLA. Vacca se ne va di nuovo a Ricci e mette una palla d’oro per la testa di Rajcic, la conclusione a botta sicura del centrocampista croato viene ribattuta da Labriola che salva un goal fatto riscattando l’errore del momentaneo 1 a 0. E’ l’ultima occasione del match. Il derby del Ciro Vigorito si chiude sul risultato di parità 2 a 2, lo specchio finale della gara è la gioia dei supporter biancoverdi che escono festanti dallo stadio sannita mentre dall’altro lato c’è l’ennesima delusione per la tifoseria giallorossa sempre più sconfortata e in contestazione con società, squadra e tecnico.

L’Avellino conquista un punto d’oro per come si era messa la situazione dopo la prima frazione di gioco, I lupi nonostante un primo tempo ben giocato avevano pagato a caro prezzo due clamorose disattenzioni difensive e sembravano oramai sul punto di crollare, con un pugile oramai in ginocchio dopo aver preso un micidiale 1-2. Nella ripresa Bucaro ha rischiato il tutto per tutto passando al 4-3-3: ha inserito nella mischia un grandissimo Zappacosta che ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere contro la Reggiana ma soprattutto ha trovato nei suoi una grandissima forza di reazione e un grande orgoglio. L’Avellino conscio dei proprio mezzi non si è mai disunito e non ha mai mollato (come successo a Pisa e Vercelli) attaccando con veemenza e con una certa costante. La generosità e la grande prova dei lupi è stata ripaga con i goal di De Angelis e D’Angelo che hanno rispettivamente riaperto il match e ripreso il Benevento. Un punto che lascia l’amaro in bocca alla formazione allenata da Giovanni Bucaro per la grande mole di gioco offerta e per la prestazione davvero maiuscola offerta contro quella che era ritenuta da tutti una corazzata costruita per vincere il campionato. I lupi sono andati sul campo di GOLIA e hanno giocato a viso aperto senza paure e senza timori reverenziali e con un grande CUORE hanno conquistato un meritato pareggio che senza le due clamorose amnesie difensive poteva essere qualcosa di più grande. Amnesie difensive che fanno parte del dna di questa squadra, un dazio da pagare per una formazione giovane ed esperta come quella biancoverde; ma la grande forza di reazione, il grande orgoglio e la sfacciataggine con cui hanno giocato e ripreso la gara lascia ben sperare per il prosieguo del campionato.

Un 2 a 2 buono anche in ottica classifica visto che l’Avellino sale a quota 15, tenendo a distanza il Benevento a quota 10 (con 6 punti di penalità). Dietro i lupi in attesa del posticipo tra Pisa (16) e Pavia (8) di lunedi 14, perdono quasi tutte, il Foggia (11) e Monza (11) in casa rispettivamente contro Taranto (0-1) e Ternana (0-2), la Spal (10) che crolla nello scontro diretto del Giglio contro la Reggiana (11) con un secco 3-0, mentre il Viareggio (5) viene sconfitto a Vercelli dalla Pro (2-0) e il Foligno (0) sempre più fanalino di coda cede in casa alla Tritium. Con il pari di Benevento l’Avellino fa un piccolo passo avanti verso la zona play off (-4) e un mette un altro punto di distanza dalla zona play out (+5). Venerdì in anticipo contro il temibile Como (19) dell’ex Nicola Ciotola: la grande occasione per mettere da parte altro fieno buono in vista obiettivo salvezza. Per i lupi il pari di Benevento fa il paio con quello di Monza e Foggia e certifica una certa continuità di risultati specialmente in campo esterno dove non si perde dal tonfo di Vercelli (4-0) del 9 ottobre scorso.

Anche a Benevento, l’Avellino, sfavorito sulla carta, ha dimostrato che CON IL CUORE SI VINCE e, anche se non si vince, si conquista qualcosa di buono. Bene cosi! Per raggiungere l’obiettivo prefissato bisogna continuare su questa strada che, come anticipato da Bucaro, non sarà semplice ma può portare al più presto al traguardo prefissato…

IL TABELLINO

BENEVENTO vs AVELLINO 2:2
MARCATORI: 10′ Cia (B), 40′ Pintori (B), 63’ De Angelis (A, rig.), 87’ D’Angelo (A).

BENEVENTO (4-3-3): Mancinelli; Pedrelli, Siniscalchi, Rinaldi, Candrina (62’ Frascatore); De Risio, La Camera, Rajcic; Cia (77’ Vacca), Altinier, Pintori (69’ Carretta). A disp.: Corradino, Fogolari, Signorini, Sy. All.:  Giovanni Simonelli.

AVELLINO (4-4-2): Fumagalli;  Zammuto (46’  Zappacosta), Labriola, Cardinale, Ricci; D’Angelo, Malaccari, Millesi  Falzerano (62’ Herrera);  De Angelis, Thiam (46’  Lasagna). A disp.: Fortunato, Porcaro, Justino, Zigoni. All.: Giovanni Bucaro.

ARBITRO:  Andrea Merlino di Udine.
Guardalinee: Giuseppe Tudisco e Antonino Santoro.
AMMONITI: D’Angelo (A), De Angelis (A), Cardinale (A), La Camera (B).

NOTE:
Spettatori  4400 circa, di cui quasi 300 ospiti.
Angoli: 5 per il Benevento  e 4 per Avellino.
Recupero.: pt 2′; st 5′ .

Pietro Esposito

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