L’allenatore dei romagnoli del Cesena, Mario Beretta ha concesso un’intervista a TuttoCalciatori.Net

Beretta-Campedelli

Mario Beretta ed il presidente Campedelli (foto:cesenacalcio.it)

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L’intervista a Mario Beretta, allenatore dei bianconeri del Cesena

Sebbene ancora giovane Mario Beretta ha già un lungo curriculum alle spalle: dopo aver iniziato nel settore giovanile dell’Abbiategrasso, nei primi anni ’90, la prima panchina nel calcio professionistico il tecnico milanese la ottiene a Busto Arsizio sulla panchina della gloriosa maglia biancoblu dei tigrotti della Propatria nella stagione 95-96, poi dopo qualche stagione, sulle panchine della C1, la Serie B arriva a Terni, il grande passo nel calcio di Serie A avviene a Verona sulla panchina dei clivensi.

Per lui il massimo risultato arriva con il 6° posto con i ducali del Parma in una stagione costellata da difficoltà societarie. Quest’anno o meglio da pochi giorni è sulla panchina dei romagnoli del Cesena, dopo l’allontanamento di Arrigoni. E’ un Beretta positivo e ottimista quello che troviamo, sottolinea: “ho scelto di venire a Cesena dopo che ci sono stati dei contatti già prima, l’anno scorso, e anche quest’estate – rimarca – soprattutto ho trovato persone serie e per bene e quindi sono venuto qui “.

Ce la farà il Cesena a salvarsi, sembra quasi una missione impossibile ? ”Che sia difficile lo sappiamo, ma cerchiamo di mettere assieme un filotto di partite per ribaltare la situazione . L’ambiente che ho trovato è sicuramente positivo, ho trovato persone per bene, c’è un bel centro sportivo, con 3 campi di allenamento, un campo in sintetico, c’è tutto per allenarsi sebbene non sia grandissimo”. Glissa sul lavoro dei suoi 2 predecessori, “…in quanto non lo so come abbiano lavorato, almeno per il momento non lo so”.

Nell’ultima partita il Cesena ha perso al Bentegodi di Verona con il Chievo, cosa manca a questo Cesena? “Abbiamo fatto una buona partita a Verona, non abbiamo concesso niente fino all’espulsione a carico nostro, poi abbiamo avuto anche una nitida occasione da gol. Le prossime partite ce le andremo a giocare con coraggio, sappiamo che sarà difficile ”.


L’allenatore milanese senza riserve risponde alla domanda su chi vincerà il Campionato, – “Il Milan è il mio preferito” – facciamo anche una domanda sul tema del momento ovvero se è ora di cambiare qualcosa nel calcio (vedi partita Milan-Juventus di Sabato sera) “Il calcio deve cambiare sia con l’apporto di ulteriori giudici di linea, sia con l’apporto dell’elettronica, è rimasto indietro rispetto agli altri sport, è arrivato il momento di avvalersi di altro”.

L’allenatore del Cesena sottolinea che tutte le stagioni che ha allenato lo hanno arricchito, sia quelle positive sia quelle meno: “Tutte mi hanno insegnato qualcosa, anche quelle che dove mi hanno portato ad avere meno soddisfazioni“. Qualche anno fa sulla rosea Gazzetta dello Sport, Beretta dichiarò che il mestiere di allenatore lo ha imparato, “rubando” un pò dai suoi colleghi: “Continuo a “rubare” ancora adesso per crescita professionale. Prima di approdare a Cesena, con i miei collaboratori siamo stati a Londra in diverse squadre, anche all’Udinese, poi ancora in Francia al Paris Saint Germain e quando il C.S.K.A Mosca ha giocato a San Siro siamo andati da loro“. Qual’è il futuro del calcio mister? “C’ è tanto da fare, per un futuro roseo, sicuramente Stadi di proprietà, e centri sportivi all’avanguardia “. Alla domanda di quale giocatore farà carriera, non ci vuole rispondere, invece dice: ”Quando ero al Varese pensavo che Adriano Panepinto potesse fare il salto nel grande calcio, ma così non è stato”.

 

Zaffaroni Fabio