La Società del presidente Caffo ha già preannunciato che ricorrerà in tutti i gradi di giudizio contro la penalizzazione di un punto comminata dalla Commissione Disciplinare

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U.S. Vibonese

La Commissione Disciplinare Nazionale ha comminato un punto di penalizzazione alla Vibonese (II Divisione girone B) ma la società calabrese non ci sta affatto a subìre questa sentenza. Con un comunicato apparso sul suo portale ufficiale ha già preannunciato che ricorrerà in ogni grado di giudizio.

Ecco il comunicato apparso sul sito della Vibonese:

Una penalizzazione che lascia parecchie perplessità. La decisione adottata dalla Commissione Disciplinare Nazionale non è stata ovviamente accolta di buon grado in casa della Vibonese, che si trova così costretta a subire la terza sanzione per la medesima violazione! La società rossoblù ha innanzitutto inteso chiarire che la violazione riguarda il fatto di non aver documentato, alla scadenza del 14/11//2010, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Enpals relativi agli emolumenti delle mensilità di luglio, agosto e settembre 2010, nei termini stabiliti dalla normativa federale. Si precisa, pertanto, che non si tratta di una violazione relativa agli emolumenti dei calciatori, regolarmente versati a tutto il mese di febbraio 2012, così come hanno potuto constatare i relativi organi competenti.

Si precisa, ancora, che i contributi oggetto della decisione della Commissione Disciplinare sono stati versati entro il 30/06/2011, anche perché senza l’avvenuto adempimento, la squadra non sarebbe stata iscritta al campionato di Seconda Divisione edizione 2011/12. La Commissione Disciplinare Nazionale, nell’accogliere la tesi della Procura Federale, ha così dato vita ad un’interpretazione abbastanza originale, anche perché nel Comunicato Ufficiale con il quale ha sanzionato la società rossoblù, ha essa stessa riconosciuto che la Vibonese è stata già deferita e condannata per il medesimo inadempimento in due circostanze! La sorpresa e lo stupore del presidente Caffo e di tutti i soci sta, pertanto, anche in ciò che è scritto su tale comunicato.


Ricordando che si tratta pur sempre di un giudizio di primo grado, la Vibonese è pronta a far valere le proprie ragioni in tutti gli altri gradi di giudizio (la Corte di Giustizia Federale in secondo grado e il Tnas in ultima istanza) attraverso lo Studio di diritto sportivo e amministrativo Fontana di Roma. A proposito del Tribunale Nazionale Arbitrale per lo Sport, confortano le decisioni che lo stesso ha assunto nella passata stagione, a proposito della Salernitana, quando restituì il punto di penalizzazione al club campano, distinguendo la violazione relativa al mancato pagamento di ritenute e contributi, rispetto a quella relativa al mancato pagamento degli emolumenti dei calciatori.

La società, pertanto, rimane basita dinanzi a questa “originale” interpretazione della Commissione Disciplinare Nazionale, ma manifesta fiducia nei prossimi gradi di giustizia sportiva, dove si conta di poter vedere finalmente riconosciute le proprie ragioni.