Claudio Gentile, era spietato in marcatura, un difensore duro ma leale! Campione con la Juve e con l’Italia: nel 1982 fu un incubo per Maradona e Zico!

Claudio Gentile

Claudio Gentile(foto tifobianconero.it)

Il calcio, in molte delle sue sfaccettature, ha subìto nel corso degli anni piccole modifiche utili a migliorarne la forma senza alterarne il divertimento. Molti critici e provocatori (categorie che, invece, non cambiano mai) hanno spesso sottolineato che alcuni grandi difensori del passato, trasportati idealmente nei giorni nostri, avrebbero grandi difficoltà col calcio moderno: la velocità del gioco, la cura dei minimi particolari tecnici, gli allenamenti diversi e anche la regolamentazione. Già, anche quest’ultimo aspetto è interessante: prima i cartellini gialli e rossi, almeno così dicono, erano sventolati con meno disinvoltura dagli arbitri che tolleravano un gioco anche troppo maschio.

Terzini e stopper erano talvolta descritti come autentici aguzzini, capaci di randellare l’attaccante avversario dal primo all’ultimo minuto: calci, strattonate, gomitate e tutto un repertorio di colpi semi-proibiti. In Italia uno dei più famosi fra questi mestieranti del pallone, che come vedremo però aveva tante altre qualità, divenne un eroe: Claudio Gentile! Nella speciale classifica dei calciatori più rudi della storia del football, lui è all’ottavo posto in assoluto (primo degli italiani) e, nonostante ciò, in carriera è stato espulso soltanto una volta…

Claudio Gentile fu uno degli indimenticabili e amatissimi campioni del Mondiale spagnolo del 1982; difensore e terzino dal carattere grintoso e dotato di un eccezionale senso della posizione, è ancora oggi ricordato come un pilastro non solo di quella Nazionale, ma anche della Juventus degli anni ’70 e ’80. Claudio Gentile nacque a Tripoli, in Libia, il 27 settembre 1953 da genitori siciliani. I primi calci (al pallone ma, come aggiungerebbe qualcuno, anche agli avversari) cominciò a darli nei dilettanti dell’Arona. L’efficacia e la bontà delle sue prestazioni furono subito convincenti e l’anno successivo era già in serie B col Varese.

Una sola stagione con i lombardi e subito l’approdo da titolare con la Juventus, nell’estate del 1973. In maglia bianconera Gentile fu protagonista di mille battaglie, giocando per 11 stagioni consecutive e collezionando 414 presenze ufficiali: 283 in campionato, 65 nelle coppe europee e 66 in coppa Italia. Nella gloriosa storia juventina, Claudio (da molti soprannominato Gheddafi) è sempre ai primi posti nelle classifiche degli incontri giocati nelle diverse competizioni. Tante le vittorie e le soddisfazioni, al fianco di bandiere e amici come Scirea, Zoff, Tardelli e dell’immortale Giovanni Trapattoni in panchina. Per lui in bacheca 6 campionati italiani (1974/75, 1976/77, 1977/78, 1980/81, 1981/82, 1983/84), 2 coppe Italia (1978/79 e 1982/83), una coppa Uefa (1976/77) e una coppa delle Coppe (1983/84). In pratica, Gentile mancò soltanto l’appuntamento con la tanto attesa coppa dei Campioni, che arrivò proprio l’anno dopo il suo addio alla Juve, nel 1984/85. Un trofeo, però, tristemente bagnato dal sangue dell’Heysel…


Claudio Gentile terzino e stopper dall’inconfondibile tenacia e dall’accesissimo spirito agonistico, maturò negli anni un bagaglio tecnico notevole, perfezionando il proprio stile e raggiungendo una padronanza di manovra nel proprio ruolo che lo portarono a diventare un elemento fondamentale per la Juve e per la Nazionale. In maglia azzurra esordì nel 1975 trasformandosi gradualmente in uno dei fedelissimi di Enzo Bearzot nella Coppa del mondo vinta in Spagna. In quell’edizione scese in campo in tutte le gare, salvo la semifinale con la Polonia. Ancora oggi sono impresse nella memoria di tutti le sue prestazioni contro Argentina e Brasile: le sue asfissianti marcature ai fuoriclasse Maradona e Zico sono entrate nella leggenda. Gentile s’incollò ai due campioni come un mastino assettato di sangue e, con le buone e le cattive, tamponò il loro estro contribuendo ai successi dell’Italia. Con la maglia azzurra, totalizzò complessivamente 71 gettoni, andando anche in rete con la Finlandia nel giugno del 1977.

Sul finire della carriera passò alla Fiorentina, dove giocò dal 1984 al 1987 mettendo in carniere altre 70 presenze in serie A: concluse poi l’attività agonistica con una stagione in B nel Piacenza. Appese le scarpe al chiodo, Claudio Gentile decise inizialmente di tagliare i rapporti con il mondo del calcio dedicandosi esclusivamente alla propria attività imprenditoriale a Como. Ma i vecchi amori sono difficili da dimenticare e in pochi mesi si riavvicina allo sport più amato: inizialmente diventa osservatore per la Juventus e direttore sportivo del Lecco, poi il grande balzo come allenatore. Ha guidato, trasmettendo ai giovani la sua proverbiale tempra, l’Under 21 dal 2000 al 2006, conquistando l’Europeo di categoria nel 2004 e la medaglia di bronzo nelle Olimpiadi di Atene.

Un contesto positivo, quindi, ma che poi si è inspiegabilmente interrotto e non per colpa sua… Infatti, la sua carriera di allenatore ha subito un drastico stop: Claudio non predilige avere amici influenti e politicamente schierati, fattori che nel calcio malato di oggi sono invece fondamentali. Qualche raccomandato di troppo ha avuto la carriera spianata, mortificando quanto di buono aveva fatto lui… Ma forse è meglio così; Claudio Gentile può guardare tutti in faccia con la coscienza pulita. Duro come la roccia, talvolta cattivissimo: ma pulito e onesto nell’animo…

Lucio Iaccarino