E’ finito lo scorso fine settimana il campionato di calcio brasiliano 2013.

Alcuni protagonisti del Brasilerao 2013

Alcuni protagonisti del Brasilerao 2013

In Brasile si è chiuso il campionato 2013, un torneo caratterizzato da astri nascenti e di stelle al tramonto e che ha visto proclamarsi campione a sorpresa il Cruziero e retrocedere ancor più sorprendentemente il Fluminense campione in carica. Si è chiuso tra scontri e violenza, eventi che preoccupano in vista della Coppa del Mondo della prossima estate.

Ma andiamo con ordine.

Il Brasileirao 2013 era iniziato, come al solito, nell’incertezza. Tante squadre blasonate, nessuna favorita chiara. Il Fluminense di Fred, campione uscente, poteva temere la tradizione che vuole la squadra campione uscente deludere, ma mai si sarebbe immaginato un epilogo tanto catastrofico. Il Santos di Neymar ed il Sao Paulo di Ganso cercavano la rivalsa dopo un paio di stagioni in ombra. L’Atlético Mineiro di Ronaldinho voleva rifarsi del titolo sfuggitogli l’anno prima, mentre il Botafogo di Seedorf inseguiva il salto di qualità. Il Corinthians campione del mondo, rinforzatosi con Pato, ambiva a tornare sul trono del Brasile. E poi il Flamengo, l’Inter di Porto Alegre, il Gremio. Non c’era il Palmeiras, retrocesso nel 2012.

Perso Neymar a metà anno, il Santos ha faticato, chiudendo con un modesto 7º posto. Peggio ancora i cugini del Sao Paulo, che per buona parte della stagione han flirtato con la zona retrocessione, salvo risalire nel finale dopo il cambio di allenatore da Autuori a Ramalho, avvenuto in Settembre. Per Luis Fabiano e compagni solo 50 punti, gli stessi del Corinthians di un Pato che ha deluso e sembra parente lontanissimo del campione visto anni fa al Milan. L’Internacional, nonostante la presenza in rosa di calciatori del calibro di Forlan, D’Alessandro e Damiao, ha chiuso a soli due punti dalla zona retrocessione.

La sorpresa più grande, come detto sopra, è però la retrocessione del Fluminense, insieme a Vasco da Gama, Ponte Preta e Nautico. Quella “tricolor” è la prima squadra a retrocedere da campione uscente nel campionato verdeoro. La caduta del Vasco porta con sé anche strascichi di cronaca nera. Vedendo la squadra crollare contro l’Atlético Paranaense, i tifosi cruz-maltinos hanno dato sfogo alla loro rabbia. Gli scontri erano giá iniziati prima del match e si erano intensificati quando il risultato andava prendendo forma (la gara sarebbe finita 5-1 per l’Atlético), il che aveva obbligato l’arbitro ad interromperlo per circa un’ora. L’intervento delle forze dell’ordine, molto tardivo, non ha evitato un bilancio di decine di feriti, tra cui tre sono in gravi condizioni. Per il club di Paraná (che ospitava l’incontro) si prevede ora una forte multa ed il giudice sportivo ha chiesto che lo stadio Arena da Baixada sia chiuso per le prossime venti partite di campionato. “Solo” dieci partite a porte chiuse invece la richiesta di sanzione per il Vasco da Gama.


Proprio l’Atlético Paranaense è stato la sorpresa più grata del torneo a livello sportivo. Provenienti dalla Serie B locale, hanno chiuso al 3º posto con 64 punti ed il prossimo anno giocheranno la Copa Libertadores. Guidati in difesa dal centrale Manoel (un classe ’90 da acquistare prima che la vetrina internazionale ne faccia schizzare alle stelle il prezzo), con a sinistra un rilanciato Pedro Botelho (altro nato nel 1990 con un passato in orbita Arsenal ed esperienze negative – causa carattere difficile – in Spagna), sulla trequarti la fantasia di Fran Mérida (spagnolo ex Barcellona, Arsenal ed Atlético Madrid) e di Ciro (stella della Seleçao Under-20 ai Mondiali del 2009 in Egitto, poi persosi per strada), hanno trovato in attacco l’arma in più: il centravanti Ederson, dopo anni senza squilli in squadre minori, è improvvisamente esploso con 21 gol che ne fanno il capocannoniere del torneo.

L’Atlético Mineiro di Ronaldinho ha provato a lottare per il titolo, ma è stato distratto dalla Libertadores, finalmente vinta. Il Gaucho ha chiuso con una doppietta ed ora punta il Mondiale per Club al via la prossima settimana in Marocco. Chi ha a lungo sperato di vincere, ma ha peccato di discontinuità, è il Botafogo. Grande stagione per Clarence Seedorf, che, mentre studia da allenatore, continua ad illuminare in pantaloncini e calzettoni. Se a Luglio andrà ad allenare il Milan, sicuramente segnalerà alla dirigenza rossonera il difensore diciannovenne Dória, già accostato alla Juventus lo scorso inverno.

Il Fogão giocherà la prossima Libertadores il Ponte Preta non batterà il Lanus nella finale di Copa Sudamericana (che si giocherà nella notte tra Mercoledì e Giovedì). Vince, dunque, il Cruzeiro, che stacca di undici punti il Gremio (76 a 65). Il miglior attacco del torneo (77 gol) ha trovato la sua punta di diamante nell’esperto Borges, supportato da altri elementi di dimostrato valore come “la Bestia” Julio Baptista, l’ex del Borussia Dortmund Tinga ed il difensore classe 1988 Dedé, più volte finito sui taccuini delle grandi d’Europa negli anni scorsi.

Ora, per questo finale d’anno, tutto il Brasile tiferà Atlético Mineiro, supportando i campioni del Sud America nella loro scalata al tetto del mondo. Poi, da Gennaio 2014, sarà tempo di mercato e preparazione alla nuova stagione che prenderà il via in primavera. Intanto, c’è da riflettere sui tanti, troppi episodi di violenza verificatisi durante l’annata che giunge al tramonto: il Brasile sarà sotto gli occhi di tutti per il prossimi tre anni (prima la Coppa del Mondo, poi nel 2016 i Giochi Olimpici) e l’immagine che sta trasmette all’esterno non è delle migliori.

Mario Cipriano