Lontano dalla vetta della Premier League, fuori dall’Europa, eliminato dalle coppe nazionali, il ManU post-Ferguson continua a non ingranare.

Di María espulso nel finale di partita  (fonte foto www.mirror.co.uk)

Di María espulso nel finale di partita (fonte foto www.mirror.co.uk)

Lunedì sera l’Arsenal ha sbancato “Old Trafford”, eliminando così il Manchester United dalla F.A. Cup ai Quarti di Finale. È una nuova delusione per i “Red Devils”, che con questo risultato si vedono costretti a chiudere la stagione senza vittorie per la seconda volta di fila. La transizione post-Ferguson (38 trofei in 27 anni, incluse 13 Premier League e 2 Champions League) sta risultando più difficoltosa del previsto e, se l’anno scorso la colpa fu attribuita all’inesperienza ad alto livello di David Moyes, quest’anno con Louis Van Gaal le cose non stanno andando poi tanto meglio.

Dopo gli oltre 220 milioni di Euro spesi la scorsa estate, il riscatto immediato sembrava più un obbligo che un desiderio e così lo aveva espresso anche lo stesso Van Gaal, ma la realtà si sta rivelando molto più cruda del previsto. E le avvisaglie c’erano state fin dall’inizio, cioè fin dall’eliminazione estiva dalla Coppa di Lega (vinta una decina di giorni fa dal Chelsea) sul campo del Milton Keynes Dons, uno 0-4 contro una squadra di League One (la terza serie inglese) che era un pessimo presagio ad una stagione tormentata. Fuori dall’Europa, il Manchester United non è praticamente mai entrato nel gruppo che lotta per la vittoria del campionato ed oggi viaggia quarto in classifica a 10 punti dalla vetta e con Liverpool, Tottenham e Southampton che spingono da dietro per farsi spazio nel salone dei posti Champions. Ora è saltata anche l’ultima chance di vincere un titolo in questo 2015.

Danny Welbeck celebra il gol della vittoria  (fonte foto www.telegraph.co.uk)

Danny Welbeck celebra il gol della vittoria (fonte foto www.telegraph.co.uk)




Il problema, però, va ben oltre i risultati, già che il ManU non trasmette fiducia nonostante l’armata di stelle in rosa, imprevedibile, incostante, senza una idea di gioco ed una identità precise, incapace di infilare una serie importante di risultati utili consecutivi e di battere squadre di livello superiore.
Van Gaal al solito si combatte tra genialità (o stramberie, dipende dai punti di vista) e una testardaggine irritante. In estate aveva fatto acquistare Luke Shaw dal Southampton (oltre 40 milioni di Euro per questo terzino classe 1995), Ander Herrera dall’Athletic Bilbao (pagando la clausola rescissoria di 40 milioni), Marcos Rojo dallo Sporting Lisboa (oltre 22 milioni), Ángel Di María dal Real Madrid (84 milioni, calciatore più caro della storia della Premier League), Daley Blind dall’Ajax (20 milioni) e Radamel Falcao dal Monaco (9 milioni di Euro per il prestito annuale ed altri 20 per un riscatto che, più che eventuale, a questo punto sembra improbabile), ma nessuno di loro si è affermato offrendo buone prestazioni, così che a tirare il carro sono gli uomini della vecchia guardia come Rooney, Smalling, Valencia, Young e Van Persie, senza dimenticare un David De Gea che più di una volta ha dovuto far miracoli per evitare altri imbarazzanti capitomboli.

Qualche giorno fa l’allenatore olandese ha lamentato l’assenza in squadra di un bomber che garantisca gol. Una affermazione che ha lasciato interdetti tutti, considerando l’arsenale di attaccanti a disposizione, da Rooney – spesso utilizzato come regista a centrocampo – a Van Persie a Falcao al giovane Wilson, senza dimenticare quelli mandati fuori in prestito (“Chicharito” Hernández, Ángelo Henríquez, Federico Macheda). E la coraggiosa scusante deve aver pizzicato l’orgoglio pure di Danny Welbeck, venduto senza troppi ringraziamenti la scorsa estate e che l’altra sera ha segnato il gol decisivo per l’Arsenal nella sua città natale ed in quello che era stato il suo stadio per tredici anni.

Van Gaal saluta il pubblico di "Old Trafford" prima della partita  (fonte foto www.manchesterinnews.com)

Van Gaal saluta il pubblico di “Old Trafford” prima della partita (fonte foto www.manchesterinnews.com)

Le prospettive per il finale di stagione non sono ottime. L’ultimo obiettivo rimasto è la qualificazione alla prossima Champions, ma la lotta si presenta durissima, ancor più considerando i problemi interni alla squadra, con Van Gaal in rotta col suo vice Ryan Giggs, con Falcao che non gioca e quando gioca non segna, con Juan Mata desaparecido da tempo e con un Di María irriconoscibile che contro l’Arsenal è stato pure espulso per aver messo le mani addosso all’arbitro e pare mediti già l’addio, con idee confuse che portano l’allenatore a schierare centrocampisti in difesa e difensori a centrocampo.


Domenica si riparte, con la visita di un Tottenham Hotspur che vincendo opererebbe l’aggancio in classifica, cui farà seguito la trasferta ad “Anfield Road” (il Liverpool è attualmente a -2) ed un finale di stagione che include nel menù sfide contro Manchester City, Chelsea ed Arsenal. Van Gaal farà bene a risollevare il morale della truppa ed a schiarirsi le idee, altrimenti potrebbe fare la stessa fine che l’anno passato fu riservata al suo predecessore.

Guarda i gol di ManU-Arsenal di F.A. Cup:

 

Mario Cipriano