Centrocampista danese nativo del Sudan, nel 2014 fu nominato miglior giocatore del campionato nonostante avesse solo 19 anni.

Pione Sisto  (screenshot da www.youtube.com)

Pione Sisto (screenshot da www.youtube.com)

Il calcio danese sta iniziando a mostrare segni di progresso. Entrato in una spirale di mediocrità dopo i fasti degli Anni Novanta, ha avviato un processo di rigenerazione che ha come parola d’ordine “multiculturalismo”. Pur non urlando al mondo la volontà di essere una realtà aperta alla diversità (tutt’altro, direi), la verità è che i figli dell’immigrazione stanno rendendo la Danimarca un Paese distinto, sempre contraddistinto dai tratti tipici del Nord Europa, ma arricchito dall’esplosività e la vivacità del mix con altre culture, in particolare con determinate zone dell’Africa.

E il risultato di questa integrazione multirazziale si è notato anche nell’ultima convocazione della nazionale maggiore. Tra i 23 voluti da Morten Olsen spuntavano due nomi esotici: Yussuf Poulsen e Pione Sisto. Il primo, attaccante ventunenne del Leipzig, di madre danese e padre emigrato dalla Tanzania, giocò contro la Serbia la sua quinta gara in nazionale, segnando anche il gol dell’1-0 (2-0 il risultato finale). Il secondo era alla sua prima convocazione e contro il fanalino di coda del Gruppo I di qualificazione ad Euro 2016 rimase in panchina per l’intero match.

Pione Sisto festeggia il gol alla Repubblica Ceca durante l'Euro Under-21 (fonte foto www.fyens.dk)

Pione Sisto festeggia il gol alla Repubblica Ceca durante l’Euro Under-21 (fonte foto www.fyens.dk)

Pione Sisto Ifolo Emirmija è nato Uganda il 4 Febbraio del 1995. Due mesi dopo esser venuto alla luce, i suoi genitori, originari del Sudan del Sud, si trasferirono in Danimarca. Alto poco più di un metro e settanta, rapido ed esplosivo, ha la nazionalità danese dallo scorso Dicembre. Proprio in quei giorni, ancora diciannovenne, venne premiato come miglior giocatore del 2014 dall’associazione calciatori danese. Gioca nel Midtjylland, con cui esordì il 2 Dicembre del 2012 a diciassette anni; il primo gol giunse alla giornata d’esordio della stagione successiva, quando si stabilì nell’undici titolare, iniziando un percorso che lo ha reso protagonista della vittoria del campionato danese in questa stagione, nonostante un infortunio che lo ha tenuto ai box per quasi due mesi.


Dopo l’esperienza con la nazionale maggiore, nella seconda metà di Giugno ha raggiunto l’Under-21 agli Europei di categoria disputatisi in Repubblica Ceca, segnando il gol decisivo nella gara d’esordio contro i padroni di casa (2-1 il risultato) e contribuendo al terzo posto finale di una Danimarca sconfitta solo dalla Svezia futura campione d’Europa.

Di lui l’allenatore della nazionale maggiore, Morten Olsen, ha detto: “È un talento con mezzi che non molti calciatori hanno in Danimarca. È un talentuoso e dotato calciatore che somiglia un po’ a Christian Eriksen. Lavora molto, ha una mentalità fantastica e in più fa anche gol”. Nonostante forza e rapidità siano le prime doti che spiccano all’occhio quando lo si vede giocare, le sue migliori qualità sono i buonissimi mezzi tecnici e la conclusione a rete: le stesse che, come dice Olsen, ha anche Eriksen.

Secondo il suo agente Jonas Ankersen, club di primo livello come Arsenal, Porto, Valencia, Milan, Juventus e addirittura Barcellona lo seguono con attenzione, anche se – stando al “De Telegraaf” – il club più interessato è l’Ajax, che sarebbe giunto ad offrire fino a 7 milioni di Euro per averlo ad Amsterdam, offerta rimandata al mittente dal Midtjylland, evidentemente speranzoso che il gioiellino di casa continui a crescere. E, con lui, pure la sua quotazione di mercato.

Mario Cipriano