Zamparini, il vulcanico presidente del Palermo ha portato in Italia grandi campioni, ma anche grandi bidoni.

Maurizio Zamparini

Maurizio Zamparini (fonte: palermo.gds.it)

Cavani, Dybala, Pastore, Ilicic. Questi sono solo alcuni nomi della miriade di talenti passati per Palermo nell’era Zamparini. Con un occhio di riguardo per il Sud America, non tutti i colpi di mercato dei rosanero si sono poi rivelati dei grandi investimenti che hanno generato delle enormi plusvalenze per le casse del club.

 

Alejandro Faurlín

Alejandro Faurlín

 

Fece il suo esordio nella serie a argentina nel Rosario Central. In Europa giocò principalmente in Inghilterra, nel QPR, collezionando quasi 150 presenze. Proprio nel mezzo della sua esperienza londinese, venne girato in prestito al Palermo. Con i rosanero collezionò soltanto 6 presenze prima di essere rispedito a Loftus Road.

 

 

Carlos Labrín

Carlos Labrín (fonte: zimbio.com)

 

Il difensore cileno venne acquistato nel 2011 e subito girato in prestito al Novara. Con la squadra allora allenata da Attilio Tesser, collezionò soltanto una presenza in Coppa Italia e una in campionato. Rientrato dal prestito, le cose per lui non migliorarono a Palermo e dopo appena 10 presenze totali, nel 2014 tornò in Cile al San Marcos de Arica.

 

 

 

Cristian Melinte in conferenza stampa

Cristian Melinte in conferenza stampa (fonte: gettyimages.com.au)

 

Fece il suo esordio in patria nella massima serie con l’UTA Arad per poi trasferirsi a parametro zero nella Dinamo Bucarest. Nel 2009 il Palermo riuscì ad aggiudicarsi il terzino rumeno, battendo la concorrenza dello Shakhtar Donetsk. Con i rosanero, non vide mai il campo, collezionando appena 2 presenze in campionato, prima di essere girato in prestito al Piacenza. Tornato in Sicilia venne rispedito in patria, prima in prestito e poi a titolo definitivo.

 

 

  • Ernesto Farías
"El Tecla" Farias con la maglia del Porto

“El Tecla” Farias con la maglia del Porto (fonte: worldfootball.net)

 

L’impatto de “El Tecla” in Argentina fu devastante: in sette stagioni, con la maglia dell’Estudiantes collezionò 213 presenze con 110 reti, numeri che convinse la società siciliana a fare di tutto per assicurarsi le prestazioni della punta argentina. La sua stagione con i rosanero fu davvero infelice. Non fu aiutato dalla concorrenza con Luca Toni e a fine stagione ottenne appena 13 presenze in campionato con solo 2 reti in Coppa Italia. Venne ceduto al River Plate la stagione successiva e, dopo tre stagioni buone con il Porto, continuò la sua carriera in Sud America.

 

Arevalo Rios con la maglia del Peñarol di Montevideo

Arevalo Rios con la maglia del Peñarol di Montevideo

Giocò la maggior parte della sua carriera in Sud America, mettendosi il luce principalmente in Messico, nel Club Tijuana. Nel 2011 vinse la Copa América da titolare, con il suo Uruguay. Il Palermo anticipò la concorrenza, consapevole di aver preso un centrocampista non molto offensivo ma grintoso e combattivo. Nonostante 27 presenze e una rete contro il Cagliari, non riuscì a confermarsi decisivo come con la sua nazionale. La sua stagione fu davvero negativa, come del resto quella di tutta la squadra, chiudendo al terzultimo posto e retrocedendo in Serie B.