Malagò apre la nuova fase

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’ex numero uno del CONI è stato eletto al primo scrutinio con il 68,58% delle preferenze, superando Giancarlo Abete, fermo al 29,17%, mentre le schede bianche hanno pesato per il 2,25%. Un risultato netto, di quelli che in politica sportiva valgono più di una goleada in trasferta: non chiudono la stagione, ma autorizzano almeno a guardare la classifica con un filo di ottimismo.

Giovanni Malagò eletto nuovo presidente della Figc

Il voto si è svolto nell’Assemblea Elettiva al Rome Cavalieri A Waldorf Astoria, con 266 delegati presenti. Malagò succede a Gabriele Gravina, alla guida della Federazione negli ultimi otto anni, e raccoglie una FIGC chiamata a ritrovare direzione, credibilità e soprattutto una linea comune. Dopo la proclamazione, il nuovo presidente ha scelto un messaggio semplice: da solo non può fare nulla, con il sistema calcio può fare tutto. Frase da spogliatoio, certo, ma in certi momenti anche gli spogliatoi hanno più logica di certi consigli federali.

Il nodo delle riforme

La giornata elettorale non è stata soltanto una conta di voti. Nei discorsi emersi durante l’assemblea sono tornati i temi che il calcio italiano si porta dietro da tempo: vivai, infrastrutture, sostenibilità, rapporto con la politica e riforma dei campionati. Gravina, nel suo commiato, ha ricordato che i problemi non si risolvono cambiando soltanto presidente, ma con interventi strutturali, investimenti seri nei giovani e componenti federali capaci di scegliere il bene comune. Tradotto dal politichese: non basta cambiare il capitano, se la squadra continua a giocare lunga e sperare nella seconda palla.

Malagò, nel suo intervento, ha insistito sulla necessità di trasformare le radici del calcio italiano in uno stimolo per una nuova stagione, definita umile ma ambiziosa. Ha parlato anche di Federcalcio come fonte di ispirazione e non solo come macchina amministrativa. Il passaggio è delicato: la FIGC dovrà gestire equilibri tra Leghe, calciatori, allenatori e dilettanti, ma anche provare a dare un indirizzo tecnico e culturale a un movimento che non può vivere solo di nostalgia, anche perché la nostalgia, in classifica, non porta punti.

Il nuovo consiglio federale

Insieme al presidente sono stati eletti anche i consiglieri federali. Per la Serie A entrano Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta; per la Lega B Antonio Gozzi; per la Lega Pro Giulio Gallazzi; per la Lega Nazionale Dilettanti Ilaria Bazzerla, Giacomo Fantazzini, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini e Giuliana Tambaro. In rappresentanza degli atleti ci sono Valerio Bernardi, Davide Biondini, Umberto Calcagno e Sara Gama, mentre per i tecnici Giancarlo Camolese e Silvia Citta.

La presenza di profili come Giorgio Chiellini e Davide Biondini aggiunge un elemento interessante: dentro il governo federale entrano figure che il campo lo hanno vissuto davvero, con scarpe sporche e non solo slide ben impaginate. Sarà un dettaglio? Forse. Ma in un sistema che parla spesso di giovani, sostenibilità e identità tecnica, avere voce diretta da chi ha conosciuto lo spogliatoio può aiutare a evitare qualche autogol burocratico. Le schede carriera sono disponibili su TuttoCalciatori.net: Giorgio Chiellini e Davide Biondini.

La sfida adesso comincia

L’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza Figc non è il traguardo, ma il calcio d’inizio. Il consenso ottenuto gli consegna forza politica, ma anche una responsabilità pesante: ricucire, riformare e convincere un sistema spesso bravissimo a chiedere cambiamenti, un po’ meno a votarseli contro quando serve. Il nuovo presidente parte con una maggioranza chiara e con un’agenda già affollata. Ora dovrà dimostrare che la “nuova epoca” evocata davanti all’assemblea non resterà uno slogan da conferenza stampa, elegante quanto innocuo, come certe cravatte viste nei palazzi del pallone.