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  04/06/2010 - Italia. Brutta sconfitta con il Messico.

Nella penultima amichevole prima del Mondiale, l’Italia è sconfitta 2-1 dal Messico. Condizione fisica e gioco assenti.

L'Italia non c'è. Almeno per ora. A Bruxelles, nell'amichevole premondiale contro il Messico l'Italia subisce una lezione dai messicani, destando una legittima preoccupazione in vista dell'ormai imminente mondiale sudafricano. Diverse tuttavia le attenuanti di questa nazionale, che tradizionalmente nei momenti topici riesce a tirare fuori sempre il meglio. Ci sono ancora dieci giorni per raggiungere la forma giusta, migliorare il gioco e acquisire fiducia.

La partita contro il Messico vede fin da subito un dominio dei messicani sul piano fisico e sul piano del gioco. La partenza sprint degli azzurri si esaurisce nei primi minuti dopo la traversa di Iaquinta su corner di Pirlo. Poi solo Messico. Le azioni ariose e manovrate degli avversari mettono in crisi gli azzurri, sempre secondi sulla palla. Marquez in regia detta i tempi e il giovane trio d'attacco Giovani-Hernandez-Vela si mostra particolarmente ispirato e pericoloso. Al 16' il vantaggio messicano, con Vela indisturbato su bel cross di Juarez. L'Italia sembra soffrire molto sul piano fisico. Il Messico colleziona occasioni importanti. Nel secondo tempo i cambi di Lippi non portano gli effetti sperati. Il Messico si mostra padrone del campo e l'unica azione degli azzurri è quella che vede Gilardino segnare a gioco fermo per fuorigioco. Nel finale il raddoppio di Medina al 40', mentre al 45' la rete di Bonucci rende meno amara una sconfitta che rappresenta comunque un primo allarme per la nazionale italiana.

Dicevamo delle attenuanti. L'Italia ha scelto di svolgere la preparazione in montagna, a differenza del Messico, che ha effettuato gli allenamenti in pianura. Questa è sicuramente una variabile che potrebbe aver aiutato i messicani sul piani fisico. Anche i carichi di lavoro e la stanchezza potrebbero aver causato assenza di brillantezza e lucidità. Lippi e i giocatori sono convinti di questo e si mostrano comunque fiduciosi. I prossimi giorni serviranno per smaltire la fatica. La preparazione in altura dovrebbe essere mirata al raggiungimento della migliore forma e del miglior ambientamento proprio nei giorni del mondiale sudafricano, dove si giocherà in condizioni simili. Tuttavia è certo che alcuni meccanismi tattici vanno raffinati. L'esperimento Marchisio non ha superato il primo test. La fase difensiva desta le maggiori perplessità e sicuramente Lippi dovrà registrare meglio alcune situazioni. Anche in attacco al momento l'Italia sembra essere poco incisiva. Gli azzurri però hanno esperienza da vendere e tatticamente sono difficilissimi da battere. Con il recupero totale della condizione l'Italia del pallone si augura che tra dieci giorni la musica cambierà, e di molto.