Si tratterebbe soprattutto di documenti destinati a calciatori sudamericani. Nel mirino dirigenti e procuratori, protagonisti di un giro di pratiche irregolari.

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Passaport fittizi (foto dalla rete)

Trema ancora il calcio italiano. Oramai si ha la sensazione che le partite si giochino più fuori che dentro il campo. Negli ultimi tempi fascicoli e aule di tribunali stanno sostituendo pallone e rettangolo verde, e non appena si archivia un procedimento già se ne apre un’altro. La scorsa settimana la finanza ha allarmato i tifosi del Napoli, mettendo a segno un blitz in sede partenopea che è risultato poi precedentemente concordato (ecco l’ articolo), ora dalle Marche si diffondono notizie che scuotono terribilmente appassionati di calcio e addetti ai lavori.

E’ trapelato, infatti, che la Procura di Fermo ha aperto un’inchiesta in cui si ipotizzano irregolarità nel conseguimento della cittadinanza italiana da parte di centinaia di calciatori stranieri, soprattutto brasiliani e argentini. Tale inchiesta è nata lo scorso anno da un’altra indagine, condotta dalla Polizia municipale, la quale aveva scoperto che un imprenditore italiano era in possesso di una carta d’identità, proveniente direttamente dall’Ufficio anagrafe marchigiano, intestata a un cittadino rumeno.

Da lì la macchia si è allargata. Fino a coinvolgere anche il mondo del calcio. Un dirigente del servizio anagrafe ha infatti rivelato agli inquirenti un giro di documentazione irregolare, con cui lo stato di straniero veniva modificato in quello di italiano. E il sospetto è che siano coinvolti anche molti giocatori. Pare che tanti calciatori sudamericani professionisti nell’arco degli ultimi sette anni abbiano conseguito in questo modo la cittadinanza italiana. Al momento i carabinieri del cap. Pasquale Zacheo hanno accertato 45 identità ‘fittizie’, già sospese con provvedimento di autotutela (e l’interessamento della Prefettura) dal sindaco di Fermo.


Lo stesso funzionario dell’anagrafe del Comune di Fermo avrebbe svelato che alcuni procuratori sportivi provvedevano a richiedere la cittadinanza italiana per i loro atleti, facendoli militare per qualche tempo in squadre locali, per poi cederli a club di serie superiori. Una ventina di atleti sarebbero addirittura ‘residenti’ in appartamenti di proprietà di procuratori sportivi, anche se in realtà vivono altrove. Nel frattempo, il funzionario del Comune di Fermo addetto all’Ufficio anagrafe, a cui era stata promessa una promozione e a cui venivano fatte regalie sporadiche, è stato rimosso dall’incarico. Ben 34 gli indagati, tra ex e attuali amministratori locali, dirigenti comunali, procuratori di calciatori, quasi tutti residenti tra Fermo e Porto San Giorgio. Soppressione e distruzione di atti, produzione di atti falsi, abuso di ufficio, falso ideologico, associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina le ipotesi di reato.

Lorenzo Attorresi