I campani non giocheranno il torneo di II Divisione
La Cavese manca l'iscrizione alla II Divisione di Lega Pro e per dare una spiegazione si affida ad un comunicato ufficiale diramato dal maggiore azionista Giuseppe Spatola:
La S.S. Cavese 1919, nella persona del maggiore azionista Giuseppe Spatola, divenuto tale (come più volte segnalato) non per libera scelta ma per necessità societaria, comunica la propria amarezza e delusione per l’epilogo di questa triste vicenda che ha visto la nostra società impossibilitata a completare l’iscrizione per il prossimo campionato di Seconda Divisione. Una fine, amara, che ha molti padri e che è giunta in maniera inappellabile nonostante i tanti appelli d’aiuto di Spatola ed i ripetuti tentativi dell’Amministrazione Comunale di trovare imprenditori da affiancare agli attuali soci. Purtroppo tutti gli sforzi fatti si sono rivelati vani. In questo momento le parole non servono ad esprimere la grande amarezza, la delusione ed il dolore per quanto accaduto, ma è doveroso dare ai tifosi un resoconto di tutto quello che è successo in questa stagione per capire meglio i motivi di questa situazione. Prima di tutto è doveroso ricordare che l’ingresso in società di Giuseppe Spatola è avvenuto soltanto dopo la miracolosa salvezza avvenuta nell’estate scorsa e dopo la costituzione di una nuova società che vantava la presenza di tanti imprenditori cavesi. Il suo arrivo, però, è avvenuto a “giochi già fatti”, ovvero quando era già stata costruita la squadra ad opera del Direttore Generale Avv. Francesco Maglione investito di tale incarico dalla stessa Amministrazione Comunale.
Una presenza che proprio per la sua “investitura” giunta dall’alto è stata “sopportata” per lunghi mesi per evitare attriti e scontri che avrebbero potuto causare nuovi problemi all’interno della società biancoblù. Bisogna anche rimarcare che per tutta la stagione l’unico socio, oltre a Spatola, che ha fattivamente contribuito agli oneri economici è stato l’imprenditore Riccardo Tanimi che, con la propria disponibilità, ha sempre collaborato fattivamente alla vita societaria a differenza di tutti gli altri soci che non hanno mai voluto proseguire l’impegno preso l’estate scorsa, lasciando, di fatto, soli i due suddetti soci. Inoltre, è bene mettere in risalto che durante l’intera stagione calcistica, la società, nella persona del socio di maggioranza, ha fatto di tutto per evitare di prendere ulteriori punti di penalizzazione nella stagione appena trascorsa da aggiungere a quelli presi per cause imputabili alla stagione 2009/10 (7 ridotti a 6). Tale sacrificio economico, però, non è servito né ad ottenere la salvezza sul “campo” della Cavese né a favorire l’avvicinarsi di nuovi soci, fondamentali per dare nuova linfa vitale alle casse del sodalizio biancoblù.
Circa l’entità dei debiti della società, apparsa su alcuni quotidiani, in realtà risulta essere di gran lunga inferiore. In pratica ritiene opportuno precisare che i debiti da imputare all’ultima stagione sono esclusivamente quelli relativi ai pagamenti dei tesserati per i mesi di marzo e aprile (utili per l’iscrizione), maggio e giugno; debiti che comunque saranno pagati dalla società, mediante escussione, per quanto necessario, della fideiussione garantita totalmente dal socio di maggioranza. All’uopo precisa che la Covisoc, nel comunicato stampa del 14-07-2011, ha erroneamente deferito il nostroAmministratore per non aver provveduto al pagamento degli emolumenti dovuti ai propri tesserati per le mensilità di gennaio, febbraio e marzo, in quanto, come sopra detto, il deferimento è da riferirsi solamente per il solo mese di marzo 2011. In proposito la società si è già attivata a chiederne rettifica. Non può passare inosservato il sacrificio economico sostenuto, non trascurabile per l’entità, dal socio di maggioranza. Purtroppo, tutto è stato vanificato. Non resta che ringraziare per la vicinanza dimostrata e chiedere scusa ai veri tifosi della Cavese, vittime di questo fallimento, ed augura un pronto ritorno nella serie che si confà ad una tifoseria “speciale” ed una Città come Cava de’Tirreni.

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