L’ex juventino si racconta alla Gazzetta  e lascia trasparire tutta la soddisfazione della sua scelta di emigrare in Australia

Alessandro Del Piero

Alessandro Del Piero a Sydney (foto dalla rete)

Alessandro Del Piero è brillante e soddisfatto della propria scelta, ovvero quella di approdare nel continente australiano per giocare nelle fila del Sydney, appartenente alla A-League: sul suo viso si legge l’enorme entusiasmo ed una gran voglia di vivere fino in fondo tutto ciò che questa nuova esperienza può offrire a lui e alla sua famiglia. Quello che emerge dall’intervista è un uomo che ha scelto di vivere sempre nel segno dell’umiltà, la quale contraddistingue tutta la sua carriera: rimane addirittura stupito anche del perché la gente lo fermi per strada e lo ringrazi. Tutto ciò senza mai un accenno di spocchia, ma anzi mettendo in cantiere anche delle iniziative di beneficienza.

E’ un mondo molto variegato e cosmopolita, quello che ruota attorno alla serie A australiana: si sta parlando di un continente in cui vive una pluralità di razze; ma Del Piero è anche questo. Un elemento che unisce un contesto multirazziale, emergendo sempre come figura positiva, come l’eroe buono venuto da lontano per spalancare le porte del calcio d’oltreoceano. E’ palese la sua felicità nello scoprire un mondo nuovo, a misura d’uomo e completamente difforme dalla frenesia che lo circondava in Italia ed in Europa; una serenità derivante anche dall’appoggio morale che la moglie Sonia gli ha sempre offerto. Il Capitano come un gatto dalle quattro vite: dall’esordio in campionato nel ’94 al suo trasferimento al Sydney nel 2012, con l’intermezzo, assai rilevante, della guarigione dall’infortunio nel ’99 e di Calciopoli nel 2006.


Quando si scrive di “Pinturicchio” (come lo aveva soprannominato il defunto Presidente Gianni Agnelli), sembra scontato parlare di un signore e di un condottiero e, nel far ciò, vengono le lacrime agli occhi a tutti i tifosi bianconeri, che rimpiangono la loro bandiera. In un mondo in cui regna l’egoismo, la sfacciataggine, la volgarità, Del Piero ne è l’antitesi, decidendo di voltare le spalle a tutto ciò senza mascherarsi dietro un atteggiamento non proprio, bensì essendo sempre la persona semplice e vera che i più fortunati hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare.

E’ un amore sconfinato, quello che provano i tifosi della Vecchia Signora nei suoi confronti, dimostrandolo palesemente in occasione della festa d’addio organizzata in onore del Capitano, quando anche l’attuale capitano, Buffon, provò una sana invidia per il compagno di tante battaglie sul campo.
Il giornalista della Gazzetta Olivero prova a “stuzzicarlo” parlandogli del disinteresse mostrato nei suoi confronti dalla Juventus come società e del fatto di privarsi di lui in futuro: Ale si limita a dire che è rimasto “indifferente” (cit.), anche se un po’ di delusione resta sempre per un calciatore che ha voluto dedicare tutta la sua vita professionale alla Vecchia Signora, onorandone sempre la maglia. Il suo numero dieci non è ancora stato assegnato; andrebbe ritirato, come segno di rispetto per l’uomo prima e per il calciatore poi; un atto dovuto da parte della società, la Juventus, che Ale porta sempre nel cuore.

Paola Giudici