Trapelano le prime indiscrezioni sull’indagine riguardante le cittadinanze facili. Ritirate 17 carte d’identità e 7 sospensioni di cittadinanza.

Pallone

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Comincia a trapelare qualcosa di più dall’inchiesta sui passaporti falsi aperta dalla Procura di Fermo e sulla quale vi avevamo dato conto in un precedente articolo. Dalle prime indiscrezioni sembrerebbero coinvolti due calciatori argentini, uno dei quali avrebbe militato nella nostra serie A per poi proseguire la sua carriera nella Liga spagnola. Ricordiamo che l’inchiesta riguarda il traffico illecito di nazionalità italiane fra procuratori sportivi ed intermediari e vede fino a questo momento iscritte nel registro degli indagati ben 34 persone tra amministratori e funzionari comunali.

Nel frattempo dal capoluogo della provincia marchigiana fanno sapere che sono state ritirate 17 carte d’identità e ci sono state 7 sospensioni dell’efficacia della cittadinanza. Questi provvedimenti presi dal comune come forma di autotutela. A parlare è il primo cittadino di Fermo, Nella Brambatti: “Abbiamo ricevuto l’informativa nel novembre scorso quando un Comune del nord Italia ci chiesto la documentazione in merito ad un cittadino brasiliano, residente a Fermo e in possesso di una carta d’identità rilasciata dal Comune che ne attestava la cittadinanza italiana, in quanto doveva sposarsi.


L’indagine dei Carabinieri ha così portato l’amministrazione a bloccare le concessioni sospette. Per ora sono 24, non sappiamo se ci siano altri casi. Come Comune il nostro compito è aspettare l’evolversi dell’inchiesta senza interferire, poi vedremo il da farsi. Da parte mia c’è la piena fiducia nella struttura comunale e in quanti vi operano, so di poter contare sempre sul loro apporto. Quello che mi dispiace è che si tratta di un fatto grave avvenuto in una città fatta di cittadini e persone corrette. E’ stato commesso un oltraggio al mondo dello sport, un vero e proprio schiaffo alle tantissime persone che, in modo volontario e con grande passione, mettono ogni giorno impegno e sacrificio in questa attività”.

Enrico Tassotti