Il Manchester United mette alla porta il tecnico a poche giornate dalla fine di una stagione disastrosa. Il suo posto sarà preso ad interim dal centrocampista gallese.
Si è conclusa oggi l’esperienza di David Moyes sulla panchina dei campioni d’Inghilterra. Il club ha comunicato dalla sua pagina web la fine di una relazione che si annunciava difficile, ma che è stata molto peggiore di quel che anche i più scettici potevano pensare.
Iniziata in estate con la conquista della Community Shield (la Supercoppa d’Inghilterra vinta con un 2-0 al Wigan Athletic), è proseguita con 24 vittorie in 49 gare, completate da 10 pari e ben 15 sconfitte. E, se i numeri non bastano, diciamo che il Mancester United è stato eliminato al primo turno di FA Cup dal piccolo Swansea City, in Coppa di Lega dal modesto Sunderland ultimo in classifica in campionato ed ai Quarti di Finale di Champions League dal Bayern Monaco, dopo aver superato gli Ottavi grazie ad uno sbalzo di orgoglio che permise a Van Persie e compagni di rimontare l’Olympiacos.
In Premier League, infine, la sentenza più grave: la squadra è settima con 57 punti, a 23 lunghezze dalla vetta occupata dai rivali storici del Liverpool; la zona Champions è ormai matematicamente irraggiungibile ed è difficile anche la qualificazione alla prossima Europa League. Tutto questo nonostante la squadra sia la stessa della passata stagione e, anzi, sia stata rinforzata dagli arrivi di Fellaini e Mata.
Ma evidentemente l’eredità di Sir Alex Ferguson è pesata troppo per le spalle di Moyes. “The Chosen One”, “Il Prescelto”, come era stato soprannominato l’ex tecnico dell’Everton al suo arrivo a Manchester, ha fallito. Voluto – scelto, appunto – fortemente dallo stesso Ferguson, non ha mai retto di fronte alla grandezza della missione assegnatagli. Che, dopo un quarto di secolo di regno fergusoniano, ci potesse essere una stagione di transizione era attendibile. Durante questi duri mesi, spesso si è ricordato di come lo stesso Sir Alex negli Anni Ottanta ebbe un inizio non dei migliori. Ma i tempi cambiano, il Manchester United è cambiato, e le attese erano chiaramente diverse.
Anche perché il peggio di Moyes è stata la sua rassegnazione alla sconfitta. Spesso lo si è visto a bordo campo perplesso, impotente, con in viso una espressione che faceva quasi pena, quella di un uomo solo con sulle spalle il peso di qualcosa troppo grande per lui. E, così, Sir Alex ed il consiglio d’amministrazione del club han detto “basta” ad un mese dalla fine della stagione. Curioso che l’ultima apparizione di Moyes sia stata proprio a “Goodison Park”, nella sfida contro la squadra che aveva allenato durante le passate undici annate. Sfida chiusa, ovviamente, con una sconfitta, 2-0 per l’Everton.
La palla passa ora a Ryan Giggs. Il gallese era già assistente dell’allenatore, nonostante fosse e sia ancora sotto contratto come calciatore. Il nº 11 dei Red Devils è un mito del club al pari di Ferguson. 963 sono le sue apparizioni ufficiali con la maglietta rossa del primo club di Manchester. Ben 36 i titoli vinti, incluse due Champions League. Una leggenda vivente che sta portando a termine la sua ventiquattresima stagione da professionista. A 40 anni suonati (ne compie 41 a Novembre), non si sapeva se si sarebbe fermato o se avrebbe deciso di continuare un anno in più. Ora, forse, arriva la risposta. Il vero “chosen one” è lui. Anche se per ora solo ad interim.
Il club, infatti, ha comunicato che inizierà una analisi della situazione tesa a concretizzarsi con la nomina del prossimo allenatore. I media britannici si son scatenati in merito: oltre a quello dello stesso Giggs e ad un improbabile ritorno di Ferguson, altri nomi son stati messi sul tavolo. Il primo della lista sembra esser Louis Van Gaal, che in estate lascerà la nazionale olandese. Poi la fila composta dagli occupanti dei migliori team del mondo, da Ancelotti a Kloop, da Simeone a Blanc. Improbabili. Sotto traccia, invece, cova la tentazione di affidarsi all’opzione numero due della passata stagione: Ole Gunnar Solskjaer.
Vedremo. Intanto, sarà Ryan Giggs il boss del club più glorioso del Regno Unito per le prossime quattro gare. Esordirà contro il Norwich City ad “Old Trafford”, quindi riceverà la visita del Sunderland, tre giorni dopo il recupero della 34ª giornata sempre in casa contro l’Hull City, infine la chiusura della stagione a Southampton. Quattro gare in cui l’interim player-manager avrà il compito di ridare l’orgoglio perduto ai compagni e possibilmente centrare la qualificazione all’Europa.
Guarda le migliori giocate di Ryan Giggs:
Mario Cipriano
