L’Arsenal ha vinto la Coppa d’Inghilterra rimontando l’Hull City dallo 0-2 al 3-2, salvando una stagione altrimenti deludente.

Wenger alza al cielo di Wembley la FA Cup  (foto www.theguardian.com)

Wenger alza al cielo di Wembley la FA Cup (foto www.theguardian.com)

Nove anni per tornare a gioire. L’ultima volta che l’Arsenal aveva vinto qualcosa era stato proprio in F.A. Cup, anno 2005, al “Millennium Stadium” di Cardiff contro il Manchester United. Ieri a “Wembley Park” a cedere è stato il piccolo Hull City, che viveva il sogno di disputare la prima finale della sua storia e che ha continuato a sognare durante 109’. Finché Aaron Ramsey non ha deciso che era ora di interrompere la maledizione che colpiva i Gunners da quasi un decennio.

Nove anni in un cui un club top in Europa si è progressivamente ridimensionato. Nel 2005, oltre a vincere la coppa nazionale, l’Arsenal arrivò secondo in Premier League. Nel 2006 fece la finale di Champions League a Parigi contro il Barcellona, pochi giorni dopo la chiusura definitiva del mitico “Highbury Park” per far posto al nuovo “Emirates Stadium”. Da lì in poi un calo di risultati e prestazioni che ha causato la messa in discussione del manager totem Arsene Wenger. Il francese, invece, ha tenuto duro, ha creduto nel suo progetto, ha rinnovato il contratto giusto alla vigilia della finale e adesso rilancia, promettendo investimenti ed un Arsenal competitivo ai massimi livelli.
L’Hull City voleva ripetere l’impresa del Birmingham City di Obafemi Martins, che nel 2011 soffiò a Cesc Fábregas e compagni la Coppa di Lega. E ci è quasi riuscito. Meritano solo complimenti i Tigers, che un anno fa erano ancora in Championship e con la gara di ieri completano la loro miglior stagione di sempre.

Come sempre nella sua storia, l’Arsenal ha dovuto soffrire. Davanti agli 82.000 di Wembley, i Gunners avevano visto presto i fantasmi a causa del gol del difensore gallese James Davies (minuto 3’) sugli sviluppi di un corner e del suo compagno di reparto Curtis Chester (minuto 8’), rischiando di incassare lo 0-3 (palo dell’Hull) prima che lo spagnolo Santi Cazorla riaprisse l’incontro con un magnifico calcio di punizione (minuto 16’). Da lí in avanti la gara è stata in mano ai biancorossi. Non un assalto, ma controllo ragionato della gara alla ricerca di un pari non arrivato prima solo perché l’arbitro Lee Probert ha inspiegabilmente negato a Giroud e Sanogo (entrato nella ripresa per uno spento Podolski) due sacrosanti rigori. Poi, però, il 2-2 di Koscielny (minuto 70’) che ha portato la gara all’extra-time. Ai supplementari è stato arrembaggio Gunner, concretizzatosi prima nella traversa colpita di testa da Giroud, quindi dalla rete decisiva del centrocampista gallese Ramsey (minuto 109’), uno dei talenti voluti da Wenger nei periodi di vacche magre.


E, così, l’Arsenal porta a casa la sua undicesima Coppa d’Inghilterra, uguagliando il primato del Manchester United. Un trofeo festeggiato in grande, perché in UK la coppa nazionale non ha un valore marginale come da noi. La F.A. Cup è la competizione calcistica più antica del mondo, si gioca fin dal 1871, e per i britannici ha un valore enorme, è il sogno di ogni calciatore ancor più della Premier League. Ora a Wenger il compito di costruire un Arsenal che sia competitivo e vincente anche in Europa.

 

Mario Cipriano