Sabato Javier Zanetti ha salutato San Siro. Ma non è l’unico: scopriamo quali sono le stelle che lasceranno l’attività agonistica.
La stagione si avvia alla conclusione, molti campionati son già finiti, altri si apprestano a disputare l’ultima giornata con pochi verdetti ancora da esprimere. La fine dell’anno calcistico è generalmente epoca di saluti, alcuni tra i più bravi e tra i più deludenti cambieranno maglia, altri invece la maglia la riporranno in un cassetto, chiudendo così carriere lunghe e gloriose.
Molti, infatti, sono i campioni che daranno l’addio al calcio. C’è chi come Zanetti ha salutato “San Siro” tra gli applausi dei suoi tifosi. Chi, come Giggs e Seedorf, è già passato dal campo alla panchina, iniziando peraltro a capire quali sono le differenze tra l’uno e l’altro ruolo. E chi, come Di Natale e Pujol, ancora non ha deciso cosa farà da “grande”.
Il primo nome che salta alla mente è quello del capitano nerazzurro. Nella sua Argentina natale lo chiamavano “Pupi” o “el Tractor”, ma è a Milano che ha costruito la sua storia, senza nomignoli ma con tanto sforzo, una fedeltà ammirevole e… una pettinatura impeccabile. 19 stagioni in nerazzurro, 858 presenze ufficiali (cui vanno aggiunte le 66 gare disputate in patria e le 145 in nazionale), condite da tante vittorie e non poche delusioni. Il saluto ricevuto dal suo pubblico Sabato scorso è il meritato tributo ad una carriera impeccabile. Ma è solo un arrivederci. A 41 anni da compiere in estate, Zanetti passerà dal campo alla scrivania, probabilmente nel ruolo di vice presidente, per spiegare al patron Tohir cosa vuol dire l’Inter. Pochi lo sanno meglio di lui.
Altri argentini che appendono gli scarpini al chiodo sono Juan Sebastián Verón e Gabriel Heinze, ex compagni di nazionale di Zanetti e, nel caso della “Brujita”, anche di avventure in nerazzurro. Verón si era già ritirato a fine 2011 a causa degli infortuni, ma poi era tornato in campo la scorsa estate. Ha detto definitivamente “adiós” Sabato scorso, entrando nel finale del match tra il suo Estudiantes ed il San Lorenzo.
A 39 anni suonati, chiude una carriera lunga e ricca di successi, iniziata e chiusa nel club di cui è tifoso fin da bambino (con cui ha vinto un campionato di seconda divisione e due di prima, ma soprattutto la Copa Libertadores 2009) e passata attraverso tappe al Boca Juniors, la Sampdoria, il Parma, la Lazio (protagonista dello Scudetto del 2000), il Manchester United, il Chelsea e l’Inter. Ora potrebbe attenderlo un ruolo dirigenziale.
Gabriel Iván Heinze ha giocato solo una stagione in Italia, difendendo i colori della Roma nella sua ultima esperienza europea. Anche lui si ritira nella squadra in cui aveva iniziato, il Newell’s Old Boys, con cui lo scorso anno vinse il campionato nazionale agli ordini del “Tata” Martino. Conosciuto come “el Gringo” (termine con cui in argentina si identificano i discendenti di europei) per i suoi tratti somatici marcatamente occidentali, ha giocato nel Real Valladolid, lo Sporting Lisboa, il Paris Saint Germain, il Manchester United, il Real Madrid, l’Olympique Marsiglia e la Roma, ottenendo successi quasi ovunque e lasciando buoni ricordi soprattutto per l’impegno e la grinta che ci metteva sempre. Ora potrebbe raggiungere Marcelo Bielsa (l’allenatore che lo fece esordire in nazionale nel 2003 e con cui vinse le Olimpiadi di Atene 2004), per fargli da assistente nella sua nuova avventura all’Olympique Marsiglia.
In Argentina è stato week end di saluti per molti. Il più atteso era quello di Juan Román Riquelme, se non altro perché c’è ancora incertezza sul suo futuro. Intanto, “el Mudo” ieri sera ha rivolto parole di ringraziamento al pubblico della “Bombonera”, però le trattative per il rinnovo vanno avanti. La sensazione è che lascerà il Boca Juniors, club di cui è stato simbolo e stella in due diverse tappe per un totale di 13 stagioni, condite dalla vittoria di 3 Libertadores. In mezzo, una deludente stagione al Barcellona e tre anni e mezzo gloriosi al Villarreal, portato fino alle semifinali di Champions nel 2006, in cui proprio lui sbagliò il rigore che costò l’accesso alla finale. Punto fisso della Selección, campione olimpico a Pechino 2008, fece scalpore il suo rifiuto di guidare la nazionale allenata da Maradona ai Mondiali del 2010. Lui dice di voler continuare fino ai 40 anni (ne ha 36), ma l’unica offerta sul tavolo sembra essere quella del Tigre, il club di cui era tifoso da bambino.
Come Riquelme, sono attesi ad una decisione anche Antonio Di Natale, Carles Puyol ed Álvaro Recoba. Il capitano dell’Udinese continua a segnare e non è escluso che il ct Prandelli lo convochi per la spedizione in Brasile: la rete realizzata al Verona nel fine settimana dimostra che, nonostante l’età, ci sa ancora fare. Il capitano del Barcellona ha già annunciato che quella che si chiude il prossimo Sabato è stata la sua ultima annata nel club in cui è cresciuto, ma non è chiaro cosa lo aspetti per il futuro: la MLS? Il Milan? O forse un ruolo di vice allenatore del Barça al lato di Luís Enrique?
Il “Chino” Recoba, infine, dopo aver smentito il coinvolgimento in politica che negli ultimi giorni gli era stato attribuito, dovrebbe prendersi un periodo di riposo; non che si sia mai stancato giocando a pallone, lui che stupiva per la magia del suo mancino al punto da far innamorare Massimo Moratti come nessun altro, però intanto lo scorso Sabato ha salutato il pubblico del “Estadio Centenario” di Montevideo, dove oltre 50.000 tifosi del suo Club Nacional si son ritrovati per rendergli omaggio in coincidenza con la gara vinta 3-0 contro il Miramar Misiones.
Dubbi sul futuro non ne hanno due dei più stravaganti portieri degli ultimi vent’anni. Faryd Mondragón ha già lasciato il suo club, il Deportivo Calí, e chiuderà la sua carriera come secondo portiere della nazionale colombiana ai Mondiali della prossima estate. Rogerio Ceni, invece, si ritirerà a fine 2014 restando fedele ai colori del Sao Paulo, ma intanto continua a far gol: la scorsa settimana a raggiunto quota 115 reti in carriera, segnando su calcio di rigore in una gara di Coppa del Brasile.
Altro estremo difensore che si ritira è Mickaël Landreau, il cui nome non è tanto conosciuto a livello internazionale ma che ha il record di presenze nel campionato francese, 617 gettoni raccolti tra Nantes, PSG, Lille e Bastia.
Speciali sono i casi di Clarence Seedorf e Ryan Giggs. Entrambi avevano iniziato la stagione da calciatore ed entrambi l’hanno chiusa da allenatore.
Il gallese è stato nominato calciatore-allenatore del suo Manchester United dopo l’esonero di David Moyes (di cui già era assistente). Quattro gare in cui ha raccolto 7 punti, insufficienti per centrare una qualificazione europea che lo United manca dopo oltre due decenni. Giggs gli ultimi minuti ad “Old Trafford” li ha giocati Martedì scorso, entrando nel finale della gara vinta contro l’Hull City e servendo a Van Persie l’assist per il 3-1 definitivo. Ora non è ancora chiaro cosa ne sarà di lui: improbabile che continui a giocare, è uno dei candidati alla panchina dei “Red Devils” per la prossima stagione, anche se l’ipotesi più attendibile è che entri a far parte dello staff del nuovo manager, che potrebbe essere Louis Van Gaal.
L’olandese si apprestava ad iniziare una nuova stagione con la maglia nº 10 del Botafogo, quando a metà Gennaio lo chiamò il Milan per ricevere la nefasta eredità di Massimiliano Allegri. Ha scoperto presto le fatiche della dura vita dell’allenatore: abbandonato dalla dirigenza, questa sarà con ogni probabilità la sua ultima settimana sulla panchina rossonera.
Infine, una nota su tre stelle del passato che non sembrano aver nessuna intenzione di dire basta. Alessandro Del Piero, Raúl González Blanco e Thierry Henry continuano a giocare, seppur lontano dai palcoscenici del calcio europeo. Se il francese si è ormai stabilito a New York e fa gol per i Red Bulls, gli ex capitani di Juventus e Real Madrid potrebbero cambiare maglia a breve. Del Piero ha già annunciato l’addio al Sydney e sta valutando offerte da Thailandia, Giappone, Cina e Stati Uniti. Raúl, invece, milita ancora nell’Al-Sadd, con cui questa settimana si giocherà l’accesso ai Quarti di Finale della Champions League asiatica, e sta valutando le offerte che gli arrivano dagli Stati Uniti, in particolar modo dai New York Cosmos.
Mario Cipriano