Lo avrebbe affermato Ninni Corda, coinvolto nell’inchiesta.

Ninni Corda

Ninni Corda

Emergono particolari riguardanti gli interrogatori dei magistrati della Federazione sul caso Savona-Teramo, la gara sotto inchiesta della magistratura di Catanzaro. L’allenatore Ninni Corda, tecnico del Barletta, avrebbe parlato il 9 luglio scorso nell’interrogatorio con il pm Palazzi dell’esistenza della combine. Le intercettazioni attestano il tentativo di Ercole Di Nicola, ex ds de L’Aquila, di coinvolgerlo nella combine. Corda avrebbe confermato il tentativo di illecito e l’effettiva avvenuta compravendita della partita. Finora è l’unico ad aver ammesso l’esistenza della combine, a differenza di tutti gli altri indagati che hanno sempre negato tutto.


Corda ha parlato di un incontro a cena avvenuto a Bisceglie con Ercole Di Nicola, il ds del Teramo Marcello Di Giuseppe (appena sospeso dalla società) e un amico di Di Nicola pochi giorni prima della partita in questione. «Dovevo fare qualcosa per assicurare la vittoria del Teramo. Di Nicola mi disse che per assicurarsi la vittoria la società era disposta a pagare 70mila euro. Una parte dei soldi l’avrei gestita io con alcuni giocatori. Risposi subito negativamente in quanto non volevo fare una cosa del genere perchè nella gara erano coinvolti cinque giocatori che avevano causato con la loro denuncia nei miei confronti il caso di illecito sportivo per la gara Savona-Spal». Corda dunque disse no perchè già condannato per un precedente illecito sportivo.

Il tecnico ha raccontato anche di un incontro con Marco Barghigiani, ex consulente del Savona, nel quale quest’ultimo «disse che era andata a buon fine la combine relativa a Savona-Teramo e che una parte dei soldi dati dal Teramo per vincere la gara era finita nelle tasche del presidente Dellepiane». La novità è il coinvolgimento di Dellepiane che non rientrava nell’elenco degli indagati della Procura di Catanzaro.

Le accuse di Corda si aggiungono alle intercettazioni telefoniche della Procura di Catanzaro per cui gli imputati, fra cui il presidente degli abruzzesi Campitelli, saranno rinviati a giudizio.