Intervista esclusiva a Giampaolo Marcheggiani, il braccio destro di Giorgio Perinetti.

Giampaolo Marcheggiani con Giorgio Perinetti

Giampaolo Marcheggiani con Giorgio Perinetti

E’ maturato sotto l’ala protettiva di un vecchio saggio del calcio italiano, il ds Giorgio Perinetti, è uno degli osservatori più giovani d’Italia e da qualche mese ha iniziato una nuova appassionante esperienza con il Venezia: stiamo parlando di Giampaolo Marcheggiani, il quale in passato ha lavorato (insieme all’ex ds del Siena) in piazze importanti come Palermo e Carpi. E appena Perinetti ha deciso di accettare l’offerta dei lagunari per costruire una squadra da vertice, non ha esitato a portare con sè un uomo di fiducia come Marcheggiani. Noi lo abbiamo intervistato per fare il punto sulla situazione dei veneti.

Giampaolo, per te una nuova esperienza insieme al direttore Giorgio Perinetti in quel di Venezia. Che impatto hai avuto con la città e con un club abituato a categorie ben diverse dalla Serie D?

“L’impatto è stato fantastico. Venezia è tra le cinque città più conosciute al mondo e non può che essere definita unica per le sue caratteristiche e per il suo fascino. Anche per quanto riguarda l’ambito calcistico, qui si respira un’aria da professionismo: tutto è curato nei minimi dettagli e ci sono strutture da ben altre categorie. Mi sono trovato subito alla grande, anche con la nuova società”.

Il nuovo presidente è un uomo di spessore come Joe Tacopina, un avvocato e dirigente sportivo americano con all’attivo già due esperienze all’interno di società italiane. Che impressione ti ha fatto quando hai avuto modo di conoscerlo?

“Le impressioni sono state senza dubbio positive. Tacopina è un presidente americano che si può definire, però, italianizzato: in precedenza era stato vicepresidente della Roma (nel 2011 ndr), prima di rilevare il Bologna e assistere alla risalita dei rossoblù in Serie A. E’ incredibile l’entusiasmo che riesce a trasmettere all’ambiente, così come il suo coinvolgimento in questa nuova avventura. Ieri, per esempio, era in tribuna a salutare i tifosi e a guardare la partita. Fa sentire tutti importanti all’interno del progetto è questa è una cosa fondamentale in una società”.

L’obiettivo del Venezia quest’anno non può che essere la promozione in Lega Pro.

“Sicuramente, è inutile nascondersi. Il Venezia deve ritornare nelle categorie che merita e già da questa stagione l’unico obiettivo è quello di raggiungere la promozione. Non a caso è stato scelto uno come Perinetti proprio perchè c’era bisogno di poter contare su un dirigente di spessore, che potesse allestire una rosa di primo livello. Certo, vincere non è mai scontato, ma noi abbiamo tutte le possibilità per riuscirci”.

Ieri ad Abano è arrivato il primo pareggio stagionale dopo sette vittorie consecutive in campionato ed una in Coppa Italia. C’è un pizzico di rammarico per come è maturato il 2 -2 finale?

“Prendere gol al 90′ non è mai piacevole, anche se ai ragazzi non si può rimproverare nulla. Eravamo anche riusciti a ribaltare il match dopo il loro vantaggio iniziale, nonostante fossimo rimasti in inferiorità numerica. Dispiace, perchè i tre punti erano ormai a portata di mano, ma restiamo ovviamente soddisfatti per questo avvio di campionato. Siamo sulla strada giusta!”.

Dopo il fallimento di luglio, costruire una squadra così importante in breve tempo non sarà stato semplice. E siete anche riusciti a portare a Venezia giocatori del calibro di Serafini e Barreto…

“No, non è stato affatto facile, anche perchè in Serie D c’è l’obbligo di far giocare gli under e trovarli ad agosto quando le squadre sono praticamente al completo, non è stato un lavoro da poco. Siamo stati fortunati per il fatto che tutti hanno subito accettato con entusiasmo di sposare il nostro progetto e possiamo dirci molto soddisfatti del mercato. Calciatori come Barreto, Serafini e Fabiano vengono da categorie superiori e siamo convinti che ci daranno una grande mano a raggiungere i traguardi che questo club merita”.

In bocca al lupo.

Giuseppe Marzetti