Due giornate sono troppo poche per emettere sentenze, ma sufficienti per raccogliere le prime indicazioni. Il ritorno in Serie A di Monza, Venezia e Frosinone ha offerto tre inizi di campionato profondamente differenti: da una parte la sorprendente vittoria dei ciociari sul campo della Fiorentina, dall’altra le difficoltà di due squadre ancora ferme a zero punti.

Il dato complessivo racconta solo parzialmente la situazione. Dopo 180 minuti, infatti, il Frosinone ha conquistato tre punti segnando tre reti e subendone una, mentre Monza e Venezia hanno perso entrambe le partite disputate. I brianzoli hanno almeno trovato una discreta produzione offensiva, con tre gol realizzati, ma ne hanno incassati sette. Più complicata la partenza del Venezia, ancora senza reti segnate e con quattro gol al passivo.

Dietro questi numeri, tuttavia, ci sono prestazioni molto diverse e alcuni segnali che possono già aiutare a comprendere quale tipo di campionato attenda le tre neopromosse.

 

Monza Venezia e Frosinone neopromosse in Serie A

 

Frosinone, dalla resistenza contro la Juventus all’impresa di Firenze

Il Frosinone è senza dubbio la neopromossa che ha lasciato l’impressione migliore nelle prime due giornate. La formazione allenata da Massimiliano Alvini ha cominciato il proprio campionato con una delle partite più complicate possibili, ospitando la Juventus.

La sconfitta per 1-0 non aveva portato punti, ma aveva comunque fornito qualche indicazione positiva. I bianconeri avevano controllato a lungo la gara e costruito diverse opportunità, trovando il vantaggio al 22′ con Bremer su assist di Francisco Conceição. Il Frosinone aveva sofferto, con appena il 37% di possesso palla, ma era riuscito a rimanere dentro la partita fino alla fine. Proprio nel recupero Calvani aveva colpito la traversa di testa su calcio d’angolo, andando vicinissimo a un pareggio simile a quello già verificatosi anni fa e che sarebbe stato probabilmente superiore a quanto mostrato nel complesso dei 90 minuti, ma che aveva evidenziato la capacità dei ciociari di non arrendersi.

La conferma è arrivata appena sei giorni più tardi in maniera decisamente più clamorosa. Al Franchi, durante le celebrazioni per il centenario della Fiorentina, il Frosinone ha vinto addirittura 3-0.

Anche in questo caso la squadra di Alvini non ha avuto bisogno di dominare territorialmente: il possesso è stato del 40%, ma i ciociari hanno saputo interpretare con grande efficacia i momenti della partita. Dopo una prima fase favorevole alla Fiorentina, Antonio Raimondo ha portato avanti gli ospiti sfruttando il lavoro di Kvernadze. Il raddoppio di Gabriele Bracaglia su calcio d’angolo ha ulteriormente indirizzato l’incontro, prima che ancora Raimondo, nella ripresa, completasse la propria doppietta personale.

Il 3-0 non significa che il Frosinone abbia già risolto tutti i problemi legati al salto di categoria. La Fiorentina ha colpito due pali e creato occasioni importanti. Significa però qualcosa di altrettanto rilevante per una squadra che dovrà probabilmente lottare per la permanenza in Serie A: il Frosinone sembra già sapere che tipo di squadra vuole essere. Compattezza, capacità di accettare lunghi momenti senza pallone, transizioni e concretezza possono diventare armi decisive nella corsa salvezza.

 

Monza, tre gol segnati ma una difesa ancora troppo vulnerabile

Se il Frosinone ha costruito il proprio avvio soprattutto sulla solidità, il Monza ha mostrato una situazione quasi opposta. La squadra di Ivan Jurić è ancora ferma a zero punti, ma è riuscita a segnare tre volte nelle prime due giornate. Il problema è che ne ha subite sette.

Il calendario non ha certamente aiutato i brianzoli. L’esordio a San Siro contro l’Inter campione d’Italia si è concluso 4-1. Hakan Çalhanoğlu ha sbloccato immediatamente la gara, ma il Monza ha avuto il merito di rimanere inizialmente in partita e di trovare il momentaneo 1-1 con Gustavo Varela. La maggiore qualità nerazzurra è però emersa in maniera evidente soprattutto nella ripresa, quando Zielinski, Francesco Pio Esposito e Bisseck hanno allargato il risultato. Il dato del 30% di possesso conferma quanto il Monza sia stato costretto soprattutto a rincorrere e difendersi.

Più indicativa, proprio perché sulla carta maggiormente equilibrata, è stata la seconda partita contro l’Udinese. Il 3-2 subito in casa racconta una squadra capace di reagire, ma ancora troppo vulnerabile quando gli avversari riescono ad arrivare nei pressi dell’area.

Dopo il vantaggio friulano di Piotrowski, Andrea Colpani aveva trovato l’1-1 su assist di Ricardo Mangas. Prima dell’intervallo, però, l’Udinese aveva colpito altre due volte con Kamara ed Ekkelenkamp. Nella ripresa l’ingresso di Akinsanmiro aveva dato nuovo impulso ai brianzoli e proprio un suo assist aveva permesso a Varela di segnare il 2-3. Il Monza aveva quindi aumentato la pressione nel finale senza riuscire a completare la rimonta.

Qualche indicazione positiva esiste. Il Monza ha prodotto tre reti in due partite e Varela ha già segnato due volte. Contro l’Udinese, inoltre, la squadra di Jurić ha avuto il 51% di possesso, mostrando un atteggiamento differente rispetto alla trasferta contro l’Inter.

La priorità appare però evidente: ridurre il numero di occasioni concesse e soprattutto evitare che le partite cambino volto in pochi minuti. Sette reti subite in appena due giornate rappresentano un ritmo difficilmente sostenibile per una squadra il cui primo obiettivo resta consolidare la propria posizione nella categoria.

 

Venezia, tanto possesso ma ancora nessun gol

La situazione più delicata riguarda per il momento il Venezia. Due sconfitte, quattro gol incassati e soprattutto nessuna rete realizzata rappresentano un avvio complicato per la formazione guidata da Giovanni Stroppa.

Il risultato che probabilmente lascia maggiori rimpianti è lo 0-2 interno contro il Lecce. Non soltanto perché si trattava dell’esordio davanti al proprio pubblico, ma anche perché quello contro i salentini era già uno scontro potenzialmente importante nella parte bassa della classifica.

Il Venezia aveva cominciato bene e ha terminato l’incontro addirittura con il 71% di possesso palla. Una percentuale notevole che, tuttavia, mette in evidenza anche il principale problema emerso in queste prime settimane: tenere il pallone non equivale necessariamente a creare occasioni realmente pericolose. Nella ripresa il Lecce è cresciuto e ha trovato le reti di Gorter e Thiago Gabriel, trasformando la superiorità veneziana nel controllo della sfera in un dato sostanzialmente sterile.

La seconda giornata proponeva un test completamente differente contro il Milan a San Siro. Il Venezia ha resistito per oltre un’ora prima di subire il gol di Gonçalo Ramos al 69′. Nel finale un’autorete di Halhal ha fissato il risultato sul 2-0. Stavolta il possesso è sceso al 42%, fisiologicamente contro un avversario tecnicamente superiore, ma ancora una volta è mancato soprattutto il gol.

La questione per Stroppa sarà quindi trasformare la capacità della squadra di gestire il pallone in maggiore incisività negli ultimi metri. Il Venezia aveva già mostrato una discreta produzione offensiva in Coppa Italia, battendo 3-2 il Modena, ma in Serie A il livello della pressione e la qualità delle difese sono inevitabilmente differenti.

 

Tre neopromosse, tre partenze molto diverse

Il primo mini-bilancio mette quindi il Frosinone davanti alle altre due neopromosse. Non soltanto per i tre punti conquistati, ma per la capacità di competere contro Juventus e Fiorentina attraverso un’identità già abbastanza riconoscibile.

Il Monza sembra invece avere più facilità nel trovare la porta, ma deve urgentemente intervenire sulla fase difensiva. Le sette reti incassate costituiscono il dato più preoccupante di questo avvio. Per il Venezia il problema è differente: la squadra riesce anche a mantenere a lungo il controllo del pallone, come dimostrato contro il Lecce, ma deve trovare maggiore pericolosità negli ultimi trenta metri.

La terza giornata offrirà peraltro un primo incrocio diretto particolarmente significativo: Frosinone-Venezia, mentre il Monza sarà impegnato in trasferta contro il Parma. Saranno partite molto più vicine alla dimensione nella quale queste squadre dovranno costruire la propria salvezza rispetto agli incontri contro Inter, Juventus e Milan.

È ancora troppo presto per stabilire gerarchie definitive. Sicuramente queste squadre fanno parte del gruppone che dovrà cercare di evitare la retrocessione, secondo le quote serie A dei principali portali autorizzati. Le neopromosse hanno disputato appena 180 minuti e il mercato estivo si è appena concluso. Il primo messaggio del campionato, però, è già arrivato: il salto dalla Serie B alla Serie A continua a richiedere soprattutto capacità di adattamento. Il Frosinone sembra averla trovata più rapidamente, mentre Monza e Venezia devono trasformare quanto di buono hanno mostrato a tratti in punti. Nella lotta per non retrocedere, infatti, anche poche giornate possono bastare per modificare rapidamente prospettive e pressione.