In vista dei Mondiali di Russia 2018, diamo un’occhiata alle edizioni precedenti, per vedere chi sono le meteore del nostro campionato che, nonostante tutto, sono riuscite a essere parte della competizione calcistica più importante.

I Mondiali del 2002, sono passati alla storia per vari motivi: dal quinto mondiale vinto dal Brasile di Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo, agli “aiutini” ricevuti dai padroni di casa della Corea del Sud per tutto il torneo.

Menzione “onorevole” per Ahn, colui che ci eliminò agli ottavi, del quale abbiamo già parlato in un precedente articolo dedicato alle meteore del presidente Gaucci.

 

  • Mikael Silvestre
Mikael Silvestre

Mikael Silvestre

 

Arrivato all’Inter dal Rennes, venne utilizzato da Simoni principalmente come vice Zanetti. Difficoltà di ambientamento, sia nel ruolo, che con l’ambiente, non gli permisero di esprimere il suo talento. Trasferitosi in Inghilterra, collezionò oltre 240 presenze con la maglia del Manchester United, diventando indispensabile per Sir Alex Ferguson, soprattutto a causa dei numerosi problemi fisici di Rio Ferdinand. Fece parte della spedizione francese nel 2002.

 

 

 

  •  Ruslan Nigmatullin
Presentazione Nigmatullin (fonte: RaiSport)

Presentazione Nigmatullin (fonte: RaiSport)

Considerato l’erede di Lev Yashin, al Mondiale giocò titolare tutte le partite della nazionale russa. L’esatto opposto di quanto accadeva in campionato. Dopo essere stato accostato a varie squadre, come Juventus e Roma, approdò a Verona alla corte di Alberto Malesani. Collezionò appena 70 minuti nella sua esperienza in A, contro l’Inter, riuscendo anche a subire gol da Cristiano Zanetti, non proprio rinomato per le sue qualità da finalizzatore. Dopo un’altra esperienza fallimentare con la Salernitana, tornò in patria. Appese le scarpette al chiodo, tentò una carriera da DJ, ben più soddisfacente di quella da calciatore.

 

 

  • Gonzalo Sorondo
Gonzalo Sorondo (fonte: calciobidoni.it)

Gonzalo Sorondo (fonte: calciobidoni.it)

 

Arrivato alla corte di Cuper per 18 miliardi di lire, era già diventato una colonna portante della nazionale uruguaiana a soli 21 anni. Già nella sua prima partita da interista contro la Roma però, il bel giocatore visto con la “Celeste” era solo un lontano ricordo. Dopo sole 11 deludenti presenze, venne ceduto varie volte in prestito per l’Europa, prima di tornare in Sud America nel 2007, al Defensor Sporting.